
Avellino – Dopo la sospensiva accordata alla rappresentanza provinciale dello Sdi dal Consiglio di Stato, oggi l’Organo Supremo si pronuncerà sul merito. Ore di attesa per un verdetto che potrebbe vedere defenestrato il partito Socialista con l’assessore Luigi Mainolfi monco della sua rappresentanza. Infatti se il Consiglio di Stato che il 31 gennaio scorso ha concesso la sospensiva, dovesse dar ragione ai ricorrenti di casa azzurra, al posto dei consiglieri Giacomo Carpenito e Greco Trifone, entrerebbero Raffaele Lanni in quota Forza Italia e Mario Rizzi della Margherita. Che la questione sia alquanto delicata, è chiara. Lo dimostra anche l’indecisione o meglio l’imbarazzo dell’Ente Provincia nel convocare e poi riconvocare la pubblica assise, dopo i vari colpi di scena che hanno caratterizzato la vicenda ‘trimestrale’ dello Sdi. Che ha avuto il suo ‘stop’ solo il 31 gennaio scorso quando il Consiglio di Stato ha ‘pronunciato’ l’altolà sospendendo la sentenza che di fatto avrebbe mandato a casa la rappresentanza Sdi. Questa la voce del Consiglio di Stato: “… Con i motivi aggiunti in esame, sono dedotte nullità ed erroneità della sentenza sotto vari profili, insistendosi per la riconferma dei risultati elettorali del 12/13 giugno 2004 e degli eletti proclamati il 15 – 18 giugno 2004. Poiché il Consiglio provinciale è stato convocato per il giorno 31/1/2006 per procedere all’esecuzione suindicata sentenza, il ricorrente chiede di voler sospendere inaudita altera parte la sentenza appellata sino alla data di discussione della istanza di sospensione, autorizzando previamente la notifica del presente ricorso con pedissequo decreto alla Provincia… ai sensi dell’art. 12 L. 21/7/2000, n. 205. La Sezione, considerata la natura e consistenza dei vizi denunciati e rilevato che l’appello cautelare è fissato per una camera di consiglio che sarà tenuta entro due settimane successive all’adozione della presente misura cautelare provvisoria… accoglie la suindicata domanda cautelare(…)”. Ma ora, il giorno della verità è giunto. Carpenito si dice estremamente ottimista e immerso nella campagna elettorale, ma è pur vero che la posta in gioco appare piuttosto alta. (t.lomb)