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“Credo sia importante individuare nuovi settori e aree d’intervento. La Regione, a tal proposito, sta insistendo tanto. Ma anche la Provincia ed il Comune si stanno dando molto da fare. Ovviamente siffatti progetti possono funzionare solo se si trovano aziende dove poter fare formazione”.
È uno strumento efficace, secondo Lei, per finalizzare i nostri Patti territoriali e le nostre filiere?
“Certamente sì. Questa è un’importante occasione di sviluppo economico e di occupazione. Il mio pensiero è rivolto a tutti i giovani ed in particolar modo ai laureati. Spesso accade che questi ultimi, non riuscendo a trovare lavoro, siano costretti ad abbandonare la loro terra”.
A che punto è oggi l’Irpinia sul fronte della Progettazione integrata e della Progettazione negoziata? Cosa manca?
“Possiamo affermare che oggi questi progetti sono davvero a buon punto. La realizzazione delle opere a Solofra e Calitri stanno per essere completate. A breve, infatti, dovrebbero nascere nuovi insediamenti. Però, perché questi progetti vadano in porto, sarà necessario l’apporto di tutti, anche dei privati che sino a questo momento si sono ben guardati dal dare una mano”. (g.l.r)