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Provincia – Popolari: “Nomina imposta da logiche non dichiarabili”

Avellino – Garofalo entra in Giunta e non si fa attendere la risposta dei popolari che in una nota attaccano duramente il Pd e una politica definita “immorale”:
“La questione per noi è sempre stata, non la visibilità, ma il riconoscimento del nuovo equilibrio politico dopo le ultime elezioni. La Presidente ci aveva proposto un’intesa, a garanzia della quale vi era l’indicazione di un assessore condiviso. Questa proposta era per noi ragionevole, perché coglieva che la nostra richiesta non era la nuda attribuzione di posti, ma la ricerca di una condizione di fiducia politica tra le parti, attraverso appunto la condivisione delle indicazioni. Senza una ragione comprensibile si è deciso di stravolgere questa impostazione, procedendo senza neppure una banale comunicazione preventiva, ad una nomina che evidentemente è stata imposta da logiche non dichiarabili, e che non possono essere certo celate dietro insignificanti relazioni pseudo-familiari. Non mettiamo in discussione l’autonomia del Presidente, ma invochiamo il rispetto della nostra presenza nella condivisione delle scelte. Quanto si è consumato costituisce una rottura unilaterale di un percorso di dialogo che avevamo provato a tenere in piedi, anche dinanzi a palesi provocazioni da parte del PD. Negli ultimi giorni si è assistito infatti ad una sequenza sconcertante di atti grezzi ed aggressivi da parte del PD, senza alcuna motivazione dichiarata, ma col chiaro intento di procedere ad un assalto al potere in una logica fatta di promesse e ricatti, a copertura della quale viene evocata una inconsistente novità. In un momento come questo, ci saremmo aspettati dalla Presidente una rapida definizione di questioni nominative e la ricerca di un impegno politico e amministrativo che recuperasse un po’ di senso in questa stagione fatta di bassezze politiche e morali. Ciò non è stato. Ci pare evidente che altri hanno preso la decisione di fare un percorso nel quale non sarebbe prevista la nostra presenza. Ne prendiamo atto senza rammarico” .

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