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Provincia – Nomine dirigenziali, Rossano (Fi): “Sono necessarie?”

Provincia – “Forza Italia già nel passato ha espresso ampie riserve sulle modalità con cui l’amministrazione provinciale di Avellino – retta da presidenti e Giunte di centrosinistra – ha provveduto al conferimento di incarichi dirigenziali ed incarichi di consulenza. La caduta della Giunta De Simone, con la conseguente decadenza di alcuni contratti dirigenziali, ha determinato un vero e proprio terremoto all’interno dell’ente, in cui è necessario oggi ristabilire un nuovo assetto interno”. È quanto dichiara il vice coordinatore provinciale di Forza Italia, Claudio Rossano che in una nota continua: “E’ bene notare che quasi tutti i dirigenti dell’A.P. sono in scadenza di contratto o “ope legis” decaduti dalla carica. Alcuni di essi furono nominati con provvedimento presidenziale, reperendoli tra i funzionari interni, altri furono assunti mediante selezione, previo avviso pubblico, ma soprattutto alcuni dirigenti furono assunti mediante chiamata diretta, senza alcuna selezione, con atto monocratico del presidente, nonostante che la legge e lo stesso Regolamento interno prevedano sempre e comunque una selezione tra più concorrenti. E’ bene anche ricordare che il Consiglio di Stato ha “ritenuto illegittimo l’affidamento di funzioni dirigenziali mediante incarichi di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità”. Questo quadro, determinato dalle passate amministrazioni, viene oggi riproposto dalla scelta commissariale di confermare l’assetto dirigenziale dell’ente secondo quanto già fatto dalla giunta De Simone. Non si comprende infatti perché debbano essere riconfermati dal Commissario dirigenti scelti dalla De Simone “intuitu personae ” e quindi godenti della sua fiducia politica. La normativa vigente prevede che il presidente della Provincia “possa” nominare un Direttore Generale. La nomina di tale figura non è quindi un “atto dovuto” ed essa attiene più a scelte discrezionali, politico – organizzative, che ad esigenze istituzionali. Ed infatti non tutti gli enti provvedono a tale nomina, anche perché le sue funzioni sono assorbite da quelle del segretario. Occorre oggi al Commissario – figura politicamente super partes – la figura del Direttore Generale, quale coordinatore politico amministrativo?”.

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