Provincia – Linee programmatiche: ecco le priorità

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Avellino – Una seduta lunga e serrata. Palazzo Caracciolo ha lavorato a pieno ritmo per l’approvazione delle linee programmatiche. Ecco alcune delle priorità

INFRASTRUTTURE
La relazione infrastrutture-sviluppo va aggiornata e qualificata. Ciò è vero, in particolare, per l’Irpinia interna, nella quale occorre, in tempi brevi, realizzare la bretella di collegamento tra l’autostrada e la Grottaminarda-Lioni. D’altra parte in Valle Ufita va realizzata la piattaforma logistica funzionale al collegamento tra Napoli e Bari e ai flussi di traffici economici tra il centro-nord e la parte orientale dell’adriatico. Inoltre dovrà porsi attenzione al completamento dell’asse attrezzato Paolisi-Pianodardine. La creazione di un ambiente realmente favorevole all’ulteriore crescita industriale dell’Irpinia potrà avvenire grazie al riavvio di grandi progetti in infrastrutture, non solo materiali (trasporti, telecomunicazioni, energia, approvvigionamento idrico), ma anche immateriali (ricerca, formazione, istruzione, assetto del territorio, telematica, informatica e reti), complementari e indispensabili alle prime.

AGRICOLTURA
In modo specifico, gli interventi atti a condurre l’Irpinia verso uno sviluppo concreto dell’agricoltura, in linea con la tutela del territorio e dell’ambiente devono essere rivolti ai seguenti obiettivi: La riscoperta e la conservazione dell’agricoltura di montagna, diversa da quella delle aree vallive e collinari (la c.d. zona intensiva), attraverso la definizione e costruzione di un suo ruolo attivo nell’economia regionale; L’introduzione nella politica agricola provinciale di obiettivi di salvaguardia ambientali, ivi incluse la tutela e la difesa del consumatore attraverso un’affidabile certificazione di qualità delle produzioni agricole provinciali.
E’ prevedibile un impegno ulteriore di questa Amministrazione per ottenere l’assegnazione della gestione di ulteriori misure da parte della Regione nell’ambito di quelle attualmente disponibili soprattutto con riferimento alle misure che prevedono quali beneficiari finali gli enti pubblici, in primis i Comuni. Al riguardo è necessario adottare specifiche intese per la stipula di Accordi di Programma con la Regione e partenariati con gli altri enti per l’adozione delle relative misure d’intervento.

ARTIGIANATO
In relazione al rilancio ed alla promozione dell’artigianato irpino vanno considerati i seguenti obiettivi: Razionalizzazione dei PIP localizzati in 70 Comuni della Provincia, molti dei quali parzialmente infrastrutturati e mai pienamente decollati; Realizzazione di strutture primarie come acqua, gas, servizi telefonici e di e-commerce; Incentivazione dell’esportazione con la partecipazione a mostre e fiere nazionali ed estere; Organizzazione di corsi professionali per quei mestieri artigianali a rischio di estinzione: orafi, ferro battuto, tombolo, ceramica, lavorazione del legno, della pietra, etc.

INDUSTRIA
Il piano di sviluppo economico della Provincia di Avellino non può non prevedere la modernizzazione e l’innovazione del settore industriale locale.
Le linee di intervento che possono portare impulso ad un decisivo rilancio del settore dovranno riguardare: la maggiore diffusione di una cultura industriale, per consentire alle imprese di sopravvivere e svilupparsi alle condizioni imposte dalla competitività internazionale; la trasformazione delle condizioni relative all’attrattività localizzativa nell’area di nuove imprese, anche grazie ad una politica di marketing territoriale; il ricorso ad un soggetto collettivo presso l’amministrazione provinciale, con funzioni di indirizzo e coordinamento che si faccia carico di una serie di interventi correttivi, finalizzati al rilancio definitivo non solo dell’area del cratere, ma anche di quella di Avellino, e fondati su provvedimenti non meramente finanziari e fiscali, ma capaci di coinvolgere soggetti socio-economici ed istituzionali locali; L’agevolazione dell’accesso ai finanziamenti statali ed europei e al credito.

COMMERCIO
Particolare attenzione, in tal senso, va dedicata alla salvaguardia dei servizi commerciali nei piccoli centri e nelle aree collinari e montane.
Giova anche porre attenzione a una politica di razionalizzazione delle strutture distributive favorendo la specializzazione delle Piccole e Medie Imprese esistenti.

TURISMO
Per quel che concerne lo sviluppo del turismo, ulteriore occasione mancata dall’amministrazione regionale è dimostrata dalla circostanza che la Campania, negli ultimi anni, è rimasta praticamente ferma, rispetto ad un vero e proprio boom dell’industria turistica europea.
Il suo rilancio deve passare attraverso una politica rivolta a riconoscere le risorse disponibili sul territorio che devono entrare a far parte della rete per lo sviluppo locale; definire i fabbisogni formativi e le azioni relative atte a sviluppare le competenze professionali necessarie, sia per giovani da inserire in nuove opportunità lavorative, sia per coloro che già operano sul territorio; creare le condizioni e le competenze necessarie e specialistiche idonee a supportare la messa in rete delle risorse e la gestione delle forme di offerta turistica a livello promozionale e commerciale provinciale; predisporre ed attivare azioni mirate di assistenza tecnica per lo sviluppo delle competenze manageriali necessarie alla creazione e al consolidamento della rete per lo sviluppo delle imprese locali orientate alla proiezione nazionale e internazionale dell’offerta turistica; programmare e realizzare lo sviluppo in modo organico ricercando la collaborazione di tutti i comuni interessati; in questo grado la funzione di indirizzo e di coordinamento dell’Amministrazione Provinciale risulta fondamentale.

SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
Permanendo l’attuale articolazione territoriale (ATO) dell’attribuzione delle funzioni amministrative in materia di organizzazione del servizio idrico integrato, la Provincia quale Ente partecipante all’Autorità dell’ambito Calore Irpino, comprendente 117 comuni della provincia di Avellino e 78 comuni della provincia di Benevento, deve impegnarsi: perché siano delimitate le aree di salvaguardia delle sorgenti; per l’affidamento del servizio integrato in tempi brevi; per la ristrutturazione delle società a capitale interamente pubblico: Alto Calore Servizi e Alto Calore Patrimonio delle quali è azionista per conseguire due risultati, l’unificazione delle società e l’estensione dell’operatività.

RIFIUTI In questo settore, la Provincia senza ulteriori ritardi, deve dare piena attuazione alla L.R. n. 4/2007 come modificata ed integrata dalla legge n. 4/2008 che assegna alle Province le funzioni amministrative dei Comuni in materia dei rifiuti solidi urbani, in luogo dei Consorzi di bacino previsti da quella n. 10/1993. L’esercizio di tali funzioni da parte della Provincia potrà conferire al servizio del ciclo integrato dei rifiuti efficienza e contenimento della spesa con benefici sui bilanci delle famiglie e degli operatori.
In questo settore specifico occorrerà impegnarsi a fondo per avviare un reale processo di unitaria gestione del settore, attraverso l’attuazione della prevista provincializzazione dell’intero servizio e attraverso la predisposizione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti.
Il Piano dovrà perseguire l’obiettivo di implementare un percorso di gestione sostenibile dei rifiuti individuando le strategie e le azioni idonee al conseguimento di tale obiettivo.

ISTRUZIONE
Le azioni in questo settore dovranno mirare ad integrare l’offerta formativa rendendola più rispondente alle esigenze del mondo del lavoro.
Saranno, perciò, avviate azioni integrate e complementari con il coinvolgimento delle differenti categorie interessate, allo scopo di garantire un processo formativo efficiente, razionale ed innovativo.
L’accompagnamento all’azione formativa dovrà, perciò, essere realizzato in un’ottica di pluralismo educativo tenendo, altresì, in debita considerazione la piena applicazione della legge sulle pari opportunità garantendo una vasta e articolata opera d’informazione al riguardo anche attraverso la scuola.
Grande attenzione si porrà, inoltre, alla messa in sicurezza, puntuale manutenzione e riparazione del patrimonio immobiliare della scuola Irpina.

EDILIZIA SCOLASTICA
La Provincia dovrà incentivare il processo avviato nelle scorse consiliature per costruire un sistema scolastico medio superiore in grado di realizzare un’offerta formativa ricca ed articolata, ben equilibrata nelle diverse aree ed integrata rispetto alle sue espressioni economico-sociali e che si possa giovare di qualificate strutture ed edifici scolastici pienamente funzionali sotto diversi profili, quali: sicurezza d’uso delle strutture scolastiche e, quindi, adeguamento alle norme di prevenzione incendi, adeguamento degli impianti tecnologici, bonifiche strutturali, attesa la localizzazione in area sismica; incremento della qualità funzionale degli edifici, da cui discende la razionalizzazione degli spazi didattici attraverso ristrutturazioni e sistemazioni interne, l’allestimento di nuove aule e laboratori, ove se ne ravvisi la necessità; razionalizzazione nell’utilizzo degli immobili; miglioramento della qualità ambientale da conseguirsi mediante una attenta, continua ed efficace attività di manutenzione e/o sostituzione e messa in sicurezza.

CULTURA
Una quota del FUC (Fondo Unico per la Cultura) fino al 50% dello stanziamento di bilancio è destinato alle Province per il finanziamento delle iniziative coerenti con le linee programmatiche del piano regionale promosse dalle associazioni culturali iscritte negli elenchi provinciali. L’assegnazione dei contributi avviene in base ai criteri stabiliti nel bando emanato dalla Provincia.
In tale ottica, spetta alla Provincia il controllo sulla attività espletata ed il relativo rendiconto dei contributi concessi, ai Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti.
Le proposte di iniziative sul piano culturale si articolano tenendo presente una duplice dimensione della cultura, quella locale e quella Nazionale-Europea.

FORMAZIONE PROFESSIONALE
Impostare un sistema di formazione per l’imprenditoria locale è un aspetto di particolare importanza, in considerazione anche della più giovane età media delle imprese irpine, che non ha consentito il consolidamento di capacità imprenditoriali all’interno dell’azienda. Questo sistema deve far leva non solo sui due poli universitari di Salerno e Benevento e sui centri di ricerca presenti sul territorio ma, in considerazione delle sue peculiarità, potrebbe trovare un’adeguata collocazione fisica anche in Provincia di Avellino. La specificità di questo nuovo polo formativo sarebbe nella definizione di un percorso cognitivo strettamente connesso alla costituzione di un Presidio di Alta Formazione. Nondimeno il target di riferimento per la formazione post-laurea e post-diploma, oltre l’aggiornamento professionale dei quadri tecnici del centro potrebbe costituire, quindi, l’anello di congiunzione all’interno del sistema formativo dell’area, con una specifica caratterizzazione sui problemi delle imprese minori. Infine, la creazione di un Consorzio per la formazione manageriale ed imprenditoriale, al quale potrebbero partecipare i soggetti maggiormente coinvolti nello sviluppo economico della Provincia (in primo luogo la Provincia, la città Capoluogo, la Camera di Commercio, le banche locali, l’ASI, ecc.) potrebbe rappresentare la forma tecnica per la gestione di queste attività. Al Consorzio sarebbero chiamate a partecipare anche le due sedi Universitarie di Salerno e di Benevento e i centri di ricerca irpini, proprio per assicurare il necessario raccordo delle iniziative e creare forti sinergie.

POLITICHE GIOVANILI
I giovani domandano servizi, occasioni per crescere e migliorarsi, lavoro qualificato, ma anche risposte ai loro problemi ed opportunità per far sentire la propria voce, per partecipare ed incidere concretamente sul mondo che li circonda, per fornire il proprio contributo alla qualità della crescita nella comunità di cui vogliono sentirsi parte attiva.
Per le Istituzioni è una sfida non semplice, che richiede una radicale modifica del modo di considerare i giovani, intesi non più come una pluralità di aspettative da soddisfare, ma come portatori di diritti, istanze, ed esigenze specifiche, ma anche irrinunciabile occasione di rinnovamento per l’intera comunità.
La migliore prevenzione è quella che crea condizioni diffuse di benessere, non solo materiale, per i giovani; occasioni di diffuso e articolato accesso ai servizi, possibilità di esprimere e confrontare le proprie idee, le proprie esperienze, occasioni di collaborare per realizzare progetti condivisi.
Perciò, sviluppare adeguate politiche di promozione dell’agio che, attraverso la costruzione di una rete sempre più articolata e coerente di opportunità e servizi, permettano ad ogni giovane di sentirsi parte attiva della comunità. Ma i giovani sono anche interessati, utilizzando le opportunità oggi a disposizione (servizio civile, volontariato internazionale), a partecipare a progetti creativi e di solidarietà internazionale.
Giova promuovere, in accordo con gli Istituti Scolastici, progetti orientati alla valorizzazione della cultura scientifica e dell’innovazione.
Infine le politiche per il lavoro ed i modelli di sviluppo cui si ispirano, delimitano il terreno di sfida oggi più qualificante del confronto politico, su scala nazionale ed europea. Non meno impegnativo appare il confronto a livello provinciale.
In Irpinia, in particolare, la disoccupazione ha i caratteri di una vera e propria crisi strutturale, cui si è sovrapposta, nei decenni, talvolta una crisi economica congiunturale. A dimostrazione del radicamento “storico” dei nostri problemi è la molteplicità delle tensioni che si concentrano attorno alla emergenza occupazionale.

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