
Il 30 giugno 2010 in provincia di Avellino potrebbe esplodere anche la crisi delle aziende che operano nel settore delle attività estrattive e che entro quella data non avranno completato il proprio progetto. Alla base di tutto la legge regionale n. 14 del 6 novembre 2008 secondo la quale, nelle more che sia approvato il Piano regionale delle attività estrattive, la Regione Campania autorizza fino al 30 giugno l’esercizio delle cave, dopodichè è ragionevole prevedere il blocco delle attività, con almeno duemila lavoratori che potrebbero rischiare di perdere il posto di lavoro. L’assessore provinciale al lavoro ed alla formazione professionale, Giuseppe Antonio Solimine, sollecitato dalle associazioni di categoria, ha convocato questa mattina il tavolo anticrisi dedicato, nello specifico, all’analisi della questioni riguardanti la Ilas Alveolat di San Martino Valle Caudina e la Latermont di Montesarchio, ma con l’obiettivo di affrontare il problema nella sua interezza, tenuto presente che in provincia di Avellino l’attività estrattiva rappresenta una risorsa importante. Al termine della riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle due aziende e del gruppo Fantini, dal quale esse dipendono, le associazioni sindacali di categoria, la Confindustria di Avellino ed il funzionario del Genio civile di Avellino, l’assessore Solimine ha proposto la verifica dell’iter amministrativo occorrente per regolarizzare la posizione delle aziende in oggetto; l’identificazione dei soggetti che a livello regionale seguiranno tutta la procedura a partire dal primo luglio prossimo e l’apertura di un tavolo istituzionale sotto la guida del prefetto di Avellino affinché sia monitorato lo stato di salute delle cave ed individuato il percorso utile ad assicurare il prosieguo delle attività estrattive ed il mantenimento dei livelli occupazionali.