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Presidente Alaia, a fine anno – anche se a soli sei mesi dalle elezioni – proviamo a fare un’analisi del lavoro svolto finora dalla Presidenza del Consiglio Provinciale e, più in generale, dalla Amministrazione Provinciale di Avellino…
“Come lei ha ben precisato, sono trascorsi soltanto sei mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio Provinciale e – di certo – non è ancora possibile dare un giudizio definitivo sull’operato dell’Amministrazione Sibilia. Ma, secondo me, un segnale di svolta è già stato dato da una coalizione di centrodestra che – da subito – si è contraddistinta per la sua capacità di intervento sul territorio: il tempismo mostrato nell’affrontare ostiche emergenze territoriali – una su tutte la provincializzazione dei rifiuti – ha dato prova della determinazione del decisionismo di una Amministrazione che non solo ha la potenzialità di elaborare progetti innovativi, ma ha anche la concretezza di realizzarli. Per quanto riguarda le mie specifiche competenze – nel rispetto del pluralismo delle diverse componenti partitiche – ho cercato di restituire al ruolo di Presidente del Consiglio la pienezza delle sue funzioni istituzionali, nella consapevolezza di dover rappresentare le legittime ragioni di ciascuno. Ricordo che la mia è una carica elettiva e non nominale e, pertanto, ho ancor più il dovere di essere garante delle Istituzioni nei confronti di tutti i consiglieri provinciali: una responsabilità che ho cercato di assumere a pieno, salvaguardando i diritti e le prerogative di ognuno senza cedere a tentativi di strumentalizzazione o fraintendimento che, forse, si volevano intentare nei miei confronti. Senza alcuna vena polemica e a scanso di ogni equivoco, voglio qui sottolineare che il rapporto di fiducia creatosi con i consiglieri provinciali è sempre più solido e va oltre l’ordinaria pratica amministrativa, nel senso che è basato sulla reciproca stima e sul rispetto delle differenti opinioni che pure abbiamo sulle questioni, nella logica di una sana,democratica dialettica politica”.
Lei è stato eletto nelle fila dell’Alleanza di Centro, partito creato dall’onorevole Pionati che – di recente – ha creato un sodalizio politico con Merito e Libertà dell’avvocato Benigni e con il senatore Ortensio Zecchino. Nel contempo, un consigliere e un assessore provinciale – eletti anche essi nell’AdC – si sono spostati nel Movimento per le Autonomie di Arturo Iannaccone. A tal proposito, permetta una domanda : crede che, nell’imminenza delle elezioni regionali, sarà mantenuto l’attuale assetto nella giunta Sibilia, o pensa che si prefigureranno nuovi ed immediati scenari politici?
“Non ho alcuna difficoltà a rispondere a questa domanda che – anzi – mi dà la possibilità di ribadire una posizione già sancita a chiare lettere dall’onorevole Pionati e suggellata a Napoli durante un incontro con il sottosegretario all’Economia, on.Cosentino: il mio partito è e rimarrà un leale alleato del Pdl, senza riserva alcuna. Si tratta di rispettare un patto programmatico già definito – a grandi linee – con le elezioni provinciali, che confluirà in accordi di reciprocità, a rafforzare intese sulle specifiche questioni territoriali. Ma di certo non si metterà in discussione – a seconda delle convenienze – l’alleanza: è un dato di fatto che l’Adc e il Pdl saranno apparentati alle regionali in Campania. Presenteremo nostre liste in 10 Regioni su 13, all’interno di coalizioni di centro destra. Per quanto poi riguarda la modulazione della giunta vorrei sottolineare – precisando sempre che la scelta degli assessori è un atto monocratico del Presidente della Provincia – che se, come affermato dal consigliere provinciale Franco di Cecilia in una recente intervista, il criterio di assegnazione è che ad ogni partito spetti un assessore ogni due consiglieri eletti, l’AdC ha comunque diritto – ad oggi – ad un assessorato, a prescindere da quella che è la nuova collocazione di alcuni. Il riferimento agli eletti, infatti, rimanda alle elezioni di giugno e non è un fatto atemporale, avulso da un contesto specifico: faccio perciò presente che si tratta di consiglieri eletti nelle Provinciali di giugno 2009, candidati nei partiti di appartenenza. Non voglio di certo entrare nel merito delle ragioni che hanno indotto due consiglieri – oggi confluiti nel Mpa – a lasciare l’Alleanza di Centro, perché la politica è fatta di flussi mutevoli e ognuno di noi ha diritto a cambiare opinione e scelta: intendo però sottolineare che – proprio in virtù di questa logica del mutamento – il Presidente della Provincia deve poter garantire ad ogni partito la sua rappresentanza. Sarebbe inimmaginabile pensare che – ad ogni gruppo politico che si costituisce contravvenendo ai dati del risultato elettorale – si debba garantire un assessorato. Questo significherebbe porgere il fianco e legittimare delle alleanze strumentali ad uso del potere, perché basterebbe fare gruppo per rivendicare una poltrona. Che senso potrebbe avere una coalizione fondata sulla consistenza di accordi numerici, se non quello della precarietà e della ingovernabilità? Io credo che, al contrario, possa garantirsi una stabilità amministrativa soltanto se la volontà dell’elettorato venga rispettata: il responso delle urne ha consegnato al mio partito una percentuale di voti pari quasi al 6%, che si è concretizzata nella elezione di due consiglieri. Questo è un dato di fatto inconfutabile, il punto di partenza su cui è stato designato assessore Carmine Gnerre, dando la possibilità poi al primo dei non eletti dell’AdC di diventare consigliere provinciale. Questa cronistoria si rende necessaria perché da questo presupposto si dovrà muovere per intentare un percorso comune, che esprimerà un giudizio di merito sulla questione giunta provinciale che – ripeto – è materia di competenza del Presidente Cosimo Sibilia, rispettabilissima figura che ha più volte dimostrato di saper degnamente interpretare le diverse anime della coalizione, garantendo pari dignità di rappresentanza alle diverse componenti partitiche della Amministrazione Provinciale. A riguardo di questa specifica questione non ha, dunque, importanza la temporalità. Non mi interessa,cioè, se la trattazione di essa sarà discussa prima o dopo le elezioni regionali : è fondamentale invece, a mio parere, sapere che – stabilito un criterio generale – lo si adotti poi in maniera equanime, senza contravvenire alle regole stabilite prima delle elezioni provinciali. E su questo argomento mi riprometto di intervenire nei luoghi deputati alla discussione”.
A conclusione di questa intervista , dunque, come immagina nei prossimi mesi – che saranno di certo più movimentati per l’avvicinarsi delle elezioni regionali – di svolgere la sua attività amministrativa ? Sarà forse più difficile mantenere il ruolo di garante super partes in una temperie politica in mutamento?
“In verità, io spero davvero che l’attuale stato di equilibrio tra le parti si mantenga e che gli animi non si inaspriscano al punto tale da rendere il clima politico molto conflittuale: posso pensare che i toni della discussione divengano certamente più accesi. Ma questo dovrebbe rientrare nella logica di una competizione dialettica tra avversari che – mi auguro – si fronteggiano e si confrontano lealmente su temi che – partendo da un angolo visuale diverso – sfociano necessariamente in diverse prospettive dell’agire. Il Consiglio Provinciale è il luogo della discussione, dei proponimenti, delle deliberazioni e di quanto altro rientri nella sfera di azione, di competenza e del diritto di iniziativa dei consiglieri: ma bisogna anche acquisire la consapevolezza che esso rappresenta soprattutto il luogo di un incontro, di una critica costruttiva e non è assolutamente il quadrato di un ring in cui dare sfogo a qualsivoglia rimostranza. La mia funzione è anche quella di mantenere i rapporti con i Gruppi consiliari e di esaminare le questioni sottoposte a valutazione: cercherò , pertanto, di tenere sempre distinta la mia coscienza di uomo di partito, dal ruolo istituzionale che occupo. Lo stesso chiedo – a garanzia delle prerogative di tutti – che facciano anche i consiglieri provinciali, ciascuno per il proprio grado di responsabilità: sono convinto che l’idea di democrazia vada di pari passo con l’idea di giustizia. Non può esserci una libertà senza l’applicazione di giuste regole di convivenza civile. Se quindi – dalle diverse parti politiche – saranno mantenuti rapporti di mutuo rispetto, nella diversità delle idee e delle opinioni, l’operato del Consiglio Provinciale potrà di certo essere più proficuo. Oltre al ruolo specificamente istituzionale all’interno del Consiglio Provinciale, immagino poi di volgere l’attenzione a progetti di comunicazione integrata, che contribuiscano a potenziare e rilanciare l’immagine del nostro territorio facendo leva non soltanto sulle tipicità e sulle eccellenze enogastronomiche , ma anche su un inconsueto versante propositivo, che attraversi i suoni, colori e sapori di un’Irpinia ancora da scoprire. Vorrei ripercorrere – in un itinerario narrante accompagnato da visite guidate – la musicalità di una terra magica , che sa parlare anche attraverso il silenzio di luoghi senza tempo. Ma questa è solo , al momento, una proiezione di un pensiero che – come può immaginare – dovrò elaborare insieme ai consiglieri provinciali e trasformare in un progetto ideativo a venire. Concludo, se mi permette, augurando un 2010 protetto dalla luce di una benefica stella: buon anno e buone feste a tutti”.