Provincia – Donne in maternità: la petizione della Lomazzo

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Provincia – La Consigliera di parità della Provincia di Avellino, Domenica Marianna Lomazzo, ha trasmesso una petizione al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, al Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi. Questo il testo:
Premesso che la maternità, non ancora completamente assorbita dalla nostra società come alto valore sociale, costituisce tuttora la peggiore e più frequente discriminazione a carico delle donne, a causa anche della carenza di strutture a supporto della famiglia, di servizi per l’infanzia, di asili aziendali, dell’organizzazione del lavoro e della difficoltà per le donne nell’accesso all’orario flessibile. Visto che l’art. 39, comma 10, lett. l), del decreto legge n .112 del 25.06.08 abroga la legge n. 118 del 17.10.07 recante “Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera”, che prevedeva una procedura formale rigorosa in merito alle dimissioni volontarie dei lavoratori/lavoratrici. La procedura, come è noto, prevedeva che, fatto salvo quanto stabilito dall’art. 2118 del Codice civile, la lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l’intenzione di recedere dal contratto di lavoro, doveva essere presentata dalla lavoratrice, dal lavoratore, nonché dal prestatore d’opera e dalla prestatrice d’opera, pena la sua nullità, su appositi moduli che, predisposti e resi disponibili gratuitamente, oltre che dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, dalle Direzioni provinciali del lavoro e dagli Uffici comunali, nonché dai Centri per l’impiego, dovevano essere contrassegnati da un codice alfanumerico progressivo di identificazione ed avere la durata di 15 giorni. I moduli, per evitare eventuali contraffazioni o falsificazioni, dovevano essere redatti secondo le direttive definite con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione. Poiché la pratica delle dimissioni in bianco, fatte sottoscrivere dai datori di lavoro alle donne, all’atto dell’assunzione, è un espediente molto utilizzato dai datori di lavoro per licenziare o intimidire le lavoratrici che contraggono matrimonio o che decidono di avere figli, si pregano le SS.LL. di voler porre in essere misure incisive volte a contrastare la pratica delle ‘false dimissioni’, e di voler promuovere in maniera concreta le donne nel mondo del lavoro, attraverso strumenti finalizzati alla realizzazione delle pari opportunità per tutti, alfine di costruire una società più giusta, una società concretamente democratica, una società dove vengono garantiti pari diritti di cittadinanza”.

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