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“Rimane sullo sfondo l’amara considerazione di come nei prossimi e cruciali mesi si affronterà la questione dell’Alto Calore, tra furbizie e i non detto di schieramenti alla ricerca di prove tecniche di potere per la gestione associata di quell’ente, con buona pace della dirimente questione se l’acqua deve essere pubblica o privata. Prepariamoci a qualche altro papocchio”. NON SOLO ‘ACQUA’ – “L’andamento dei lavori dell’ultimo trittico di tornate consiliari ci consegna anche altre considerazioni – aggiungono Moricola e Santoro – La prima riguarda le modalità dei rapporti tra maggioranza e minoranza. Si rompe, il clima soporifero di carattere pattizio che la maggioranza ha cercato di imporre fin dall’inizio approfittando della debolezza del principale gruppo di opposizione, il PD. Fatto il pieno (speriamo) dei transfughi di quel partito, la maggioranza dismette la politica del bastone e della carota, almeno per il momento, e mostra i muscoli. La seconda considerazione riguarda invece la tronfia sicurezza del centrodestra di essere blindato e di essere numericamente sufficiente e largo, con i nuovi ingressi. I numeri gli danno ragione, i comportamenti un pò meno, perché mentre crescono aumentano anche i distinguo al loro interno e questa volta sono ‘i Rossi’, (non quelli del centrosinistra alternativo) a distinguersi da chi si era già precedentemente distinto (Noi Sud). Infine, di questa cronaca semiseria, dei consigli provinciali rimane la valutazione assai opinabile della responsabilità. Si accusa la minoranza che abbandona l’aula; si dimentica che ad uscire per prima è stata la maggioranza per sottrarsi alla votazione sull’odg sull’acqua di Santoro e Moricola (allora i debiti fuori bilancio potevano attendere!). Questo l’esilarante spettacolo dentro il consiglio provinciale, mentre fuori da esso la società richiede semplicemente buon governo”.
“Nell’ultimo consiglio, si è spesso evocata la storia; ai cultori della storicità dedichiamo un pezzo, di Guido Dorso del 1943. Indubbiamente – diceva allora il nostro conterraneo meridionalista – il quadro non è allegro e siamo costretti a constatare che il nostro pessimismo non è mai soverchio dinanzi alla cruda realtà. Basta affacciarsi nel salone dei passi perduti della Provincia, per assistere allo spettacolo della folla di postulanti che vi staziona…fascisti, filofascisti, postfascisti, trasformisti vi si accalcano in una fluida confusione e ad un bisbiglio continuo, E una bolgia dantesca… Quando avete riguadagnato l’uscita e respirato l’aria pura, il quadro sarà completo, e voi rivedrete le strade rotte, le fabbriche distrutte con carcasse di vagoni immobili”.