
Avellino – Il consigliere provinciale del Pdl Ettore De Conciliis interviene in merito alla discussione intavolata dai consiglieri Moricola e Santoro, esponenti del Centro Sinistra Alternativo, che “… specie nell’ultimo periodo, amano rappresentare a mezzo stampa con colorite allegorie, sfrenate provocazioni e divertenti giochi di parole la loro dialettica contro l’Amministrazione Provinciale. È diritto dell’opposizione criticare ed è un pregio della stampa libera pubblicare; tuttavia la cronaca politica non più limitarsi alle singole sortite mediatiche, né tantomeno è possibile sempre lasciar cadere le provocazioni come non meritevoli di una replica”. Secondo De Conciliis, infatti, sul tema della tutela e gestione delle acque, per come dibattuto dal Consiglio Provinciale, evidentemente, occorre fare chiarezza. “Il mio OdG – ha spiegato – definisce il “bene acqua” come “bene di prima necessità” ed in quanto tale, espressamente, non “mercificabile” poiché necessario alla vita dell’uomo. Il mio OdG assume che l’accesso all’acqua sia “un diritto inviolabile da garantire in ragione di una distribuzione solidale, diffusa e non gravosa economicamente per le famiglie, attraverso un servizio dagli standard qualitativi elevati pur con oculatezza e trasparenza di spesa pubblica.” Ora, pur comprendendo il gusto velleitario della dialettica, la bramosia di apparire e la ricerca appassionata della polemica da parte dei consiglieri Moricola e Santoro, non sono disposto a far passare me, e l’intera Maggioranza, come i promotori di “papocchi”, come gli strateghi delle “furbizie” o delle “prove tecniche di potere”, come gli attori di “esilaranti spettacoli”. Bene farebbero i consiglieri Moricola e Santoro, anche in ragione della loro indiscussa cultura, ad avere un rapporto migliore con il lessico, adoperando con più pertinenza e ponderazione le “parole”, a maggior ragione in questo caso, scomposte, inopportune ed al limite del volgare. Bene farebbero i consiglieri Moricola e Santoro, anche, a leggere meglio le “parole” scritte da altri, dismettendo gli occhiali del pregiudizio e dell’acredine. Credo che l’Odg da me presentato ed approvato dal Consiglio Provinciale, non si possa tradurre nel sintetico “il Centro Destra è per l’acqua ai privati”, che per altro non significa, assolutamente, niente. L’OdG approvato dal Consiglio, nell’affermare “con decisione il principio della assoluta proprietà pubblica della risorsa idrica e di una gestione trasparente, efficiente e solidale della distribuzione e della erogazione del servizio, in una logica di servizio pubblico” sancisce, per la prima volta in assoluto, che gli utili economici dell’Ente erogatore (le cui forme e partecipazioni, almeno per ora, non sono competenze della Provincia ma della Legge europea, italiana e regionale, oltre che di altri Enti specifici) siano reinvestiti “nella tutela del patrimonio idrico e nella manutenzione degli acquedotti, nel miglioramento delle condizioni lavorative e nell’efficienza del servizio”. Pensino pure ciò che vogliano i consiglieri Moricola e Santoro, che ben si sono guardati, entrambi, dal mettere a disposizione di emendamenti il loro OdG da parte dell’Aula, volendo evidentemente restare gli unici paladini a difesa dell’acqua e poterne, conseguentemente, godere di un comunicato stampa. Contestino pure, ma per la correttezza che si impone nel confronto istituzionale, non dicano falsità. Nell’OdG da me presentato ed approvato dalla Maggioranza, col voto favorevole del consigliere Volpe (IDV), l’allontanamento dei consiglieri PD e con i soli due voti contrari dei consiglieri CSA si delibera, in sintesi, che: 1. l’acqua, bene di prima necessità e non merce, è risorsa pubblica, il cui accesso deve essere solidale e a tutti garantito come diritto. 2. la gestione della risorsa, servizio pubblico, deve salvaguardare, tutelare, difendere oltre che la risorsa stessa, l’ambiente, la qualità reti e l’efficienza del servizio, con riguardo ed incentivo per i lavoratori delle strutture acquedottistiche, con trasparenza ed oculatezza di spesa e senza gravare sulle famiglie. 3. l’Irpinia ha diritto ad un ristoro per l’offerta d’acqua che mette a disposizione di altre province.”