AVELLINO- “Il prossimo presidente della Provincia sarà sub judice”. E’ quello che ha spiegato in una conferenza stampa il sindaco di Montefredane Ciro Aquino insieme al commissario provinciale della Lega Luigi Barone, che nel giorno in cui, alla luce della decisione del Tar di Salerno di dichiarare cessata la materia del contendere sul ricorso contro la mancata convocazione dell’ elezione del presidente della Provincia, pur prendendo atto del decreto firmato dal presidente Buonopane per il voto del 6 giugno ha evidenziato che la scelta non ha cancellato le criticita’. “Non è che abbiamo avuto ragione- ha spiegato Aquino- abbiamo avuto la soddisfazione di andare al voto. Questa è una soddisfazione, considerando che qualcuno immaginava di rimandare le elezioni in base a una norma che non si sa quale sia. Non si è capito”. Ma poi ha subito voluto lanciare un appello agli amministratori: “faccio un appello stasera, lo faccio a chi aspira a fare il presidente della Provincia: guardate, vi candidate ma il voto che chiedete agli amministratori potrebbe essere inficiato da un ulteriore ricorso”. Il perché lo ha spiegato lo stesso Aquino: “Perche’ il presidente fa riferimento nel suo decreto per la scadenza alla data dell’undici giugno, che non rappresenta la data di elezione, ma la vera data di elezione è quella del 18 dicembre 2025. Quindi la norma e’ la legge 56 del 2014 e dice che le elezioni vanno convocate entro 90 giorni dalla scadenza del mandato. Visto che il mandato è scaduto a dicembre, non a caso il presidente nel suo decreto di convocazione dell’elezione del presidente ha anticipato, perché oggi c’è stata la l’udienza al TAR Salerno e il Tar ovviamente dichiara l’intervenuta cessazione della materia del contendere, in quanto le elezioni sono state convocate”. E questa scelta, che individua una platea elettorale al 2 maggio, determina di fatto un altro risultato, quello per cui ci sara’ un’alterazione della platea elettorale. Molti amministratori che alla data del 2 maggio sono in carica, non lo saranno pero’ il 6 giugno. “Abbiamo avuto ragione perché di questo si tratta, l’elezione del presidente si fara’, ma il nuovo presidente sarà sub judice. Questo è il dato. Dopodiché ci vuole un appello alla responsabilità a tutti gli amministratori di questa provincia. La provincia svolge funzioni fondamentali a partire dalla viabilità, all’edilizia scolastica, all’ assistenza tecnica comune. Su questo non possiamo, anche per i progetti che ha fatto e ha portato su una sperimentazione l’ottimo sindaco di Chiusano De Angelis,
ci sono degli investimenti che saranno a beneficio di molti comuni della provincia di Avellino”. E ha concluso: “Ho scritto ai parlamentari della provincia affinché intervengano su questa vicenda. Ho scritto al prefetto, mostrando le mie perplessità. Ho invitato i colleghi sindaci a riflettere sul caos istituzionale creato dall’attuale presidente della Provincia.Questa non è una battaglia di parte: è una battaglia per le regole. Quando entriamo nel rettangolo di gioco, dobbiamo giocare con le stesse regole. Poi vince il migliore, chi ha più capacità. Prendo atto che la solitaria voce del sindaco diGrottaminarda, capogruppo del PD, Marco Antonio, ha difeso una ragione giusta: quella della corretta data delle elezioni..Invece, c’è stato il silenzio tombale dei 5 Stelle, del Partito Democratico e di Italia Viva (anche se una parte di Italia Viva si è unita al ricorso del sindaco di Montefredane presentando un altro ricorso)..Quindi faccio un appello anche a Forza Italia e a tutte le forze rappresentate tra gli amministratori: prendete atto della logica pedestre con cui sono state gestite le elezioni. Le elezioni andavano convocate insieme al consiglio provinciale..Questo avrà effetti sugli atti amministrativi, di cui parleremo. Ho lanciato un allarme e mi sono fatto carico di questa problematica, scrivendo a tutti gli organi istituzionali competenti, dal Ministero dell’Autonomia al Ministero dell’Interno. Vediamo cosa emergerà nei prossimi giorni e nelle prossime ore”.
Provincia, Aquino: abbiamo avuto ragione ma il prossimo presidente sarà sub judice
