Province, De Angelis: “Carta delle autonomie strada maestra”

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Ridurre il numero delle Province, istituire le città metropolitane, tagliare gli enti strumentali delle Regioni e riorganizzare gli uffici periferici dello Stato intorno alle nuove realtà provinciali. Sono alcune delle proposte avanzate dal presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, nel corso del suo intervento all’assemblea nazionale delle province. Castiglione ha posto l’accento sulla necessità di ammodernare le Province ed accorparle, spiegando che ciò significa superare il decreto Salva Italia e tornare indietro sulla strada dello svuotamento delle funzioni che non solo e’ incostituzionale ma soprattutto costosa e dannosa per il paese. All’incontro era presente anche Carmine De Angelis, consigliere provinciale di Avellino e membro dell’Ufficio di Presidenza. Durante la riunione il ministro Patroni Griffi ha annunciato: “Dopo aver verificato la forte opposizione all’articolo 23 che prevede una drastica riduzione delle funzioni delle Province Stiamo elaborando un secondo modello alternativo di sistema che riguarderà sia l’amministrazione periferica dello Stato sia il sistema delle autonomie. Siamo convinti che non si possa incidere unilateralmente; la riforma dovrà riguardare le Province, le città metropolitane, l’amministrazione periferica dello Stato, i Comuni e le unioni dei Comuni e anche i diversi enti ed agenzie sparse sul territorio”. Una riforma che riguardi tutti i livelli del governo del territorio e che eviti duplicazioni di funzioni. “Questo modello – ha aggiunto ancora – va fatto in blocco e già nei prossimi giorni avremo più certezze perché ormai non si può più aspettare”. Secondo il ministro la riforma dovrà essere compiuta nell’arco di questa legislatura. Bisogna ancora definire quali saranno le funzioni di area vasta, decidere se ampliarle. Un punto critico resta quello del sistema elettorale ed anche la tempistica va rispettata”. Sulle parole del ministro Griffi, De Angelis ha osservato: “L’approccio proposto dal ministro Griffi, almeno così come e’ stato elaborato all’Assemblea, mi sembra muova nella direzione giusta. Occorre cambiare atteggiamento metodologico, procedere con un intervento di tipo funzionale e di sistema, senza provvedimenti a singhiozzo e disorganici, che miri a realizzare un sistema policentrico delle autonomie locali. In sostanza prima di procedere alle razionalizzazioni, al complesso metodo di sistema di governo ed elettorale degli enti locali, occorre avviare compiutamente una razionalizzazione delle funzioni: stabilire chi fa cosa e come. La Carta delle autonomie resta la strada maestra da percorrere”. “Le nuove Province – ha detto il presidente dell’Upi Castiglione -, quelle territorialmente più grandi, devono avere funzioni certe, chiare e solo quelle proprie del governo di area vasta”. Per Castiglione accorpare le Province vuol dire ridurne il numero rispettando però i territori, le storie e le vocazioni e questo processo non può essere fatto da Roma contro i territori ma deve essere governato dalle province. Il presidente dell’Upi ha sottolineato la necessità che nascano le città metropolitane ed ha parlato della razionalizzazione degli uffici periferici dello Stato precisando che la proposta dell’Upi e’ quella di prevedere in ogni Provincia un unico ufficio territoriale dello Stato a cui devono essere ricondotte tutte le amministrazioni esistenti con pochissime eccezioni. Castiglione ha detto basta a tutti gli enti, le agenzie, le aziende, le società che costano ai cittadini oltre 7 miliardi di euro di cui 2,5 miliardi solo di consigli di amministrazione. Altro aspetto affrontato quello del sistema elettorale di secondo grado sul quale l’Upi non e’ d’accordo. ”Noi non siamo – ha detto – ad accettare un modello che escluda i cittadini da una partecipazione democratica e lo abbiamo detto chiaramente al governo”. Parlando di queste proposte Castiglione ha sottolineato che si tratta di una vera spending review che vuol dire far risparmiare al paese 5 miliardi di euro, cento volte piu’ dei 60 milioni di euro che promette il decreto salva Italia sulle province e magari contribuire il questo modo a non far alzare i famosi due punti di Iva che tutti vogliono scongiurare. ”Questa, ad oggi, e’ l’unica proposta di autoriforma depositata in Conferenza unificata ed e’ la nostra proposta, quella dell’Upi”, ha concluso Castiglione.

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