
Morra De Sanctis – Hanno dichiarato, sin dal giorno di apertura della vertenza, che si sarebbero opposti alla decisione dei vertici aziendali anche mettendo a rischio la propria vita pur di salvaguardare il posto di lavoro. Si sono contrapposti fisicamente allo sfratto dei macchinari, la scorsa settimana, sdraiandosi davanti ai cancelli dello stabilimento insieme alle mogli e ai mariti: una protesta che aveva sortito quanto auspicato ovvero impedire la chiusura della Bitron Sud. Da metà aprile ad oggi i cinquanta lavoratori dell’azienda di Morra De Sanctis hanno posto in essere una vera e propria battaglia. Circa cento sono le persone, tra operai, familiari e sindacalisti, che giorno e notte presidiano lo stabilimento: hanno anche trascorso le festività pasquali nelle tende installate davanti ai cancelli. Ma questa mattina è stato solo un caso se la protesta non si è trasformata in tragedia: mentre era in atto la manifestazione dei lavoratori per impedire l’ingresso in azienda dei tir mandati dai vertici aziendali per lo smantellamento dello stabilimento, improvvisamente una donna è stata investita da un furgoncino intento a fare manovra. La donna è caduta a terra riportando escoriazioni e ferite agli arti inferiori. Un episodio che ha innescato una vera e propria protesta dei lavoratori: sul posto anche il Sindacato che dopo aver evidenziato l’accidentalità dell’episodio non ha risparmiato accuse ai vertici di un’azienda, che ha investito nella nostra provincia grazie ai finanziamenti del dopo terremoto, e che nonostante non abbia mai avuto problemi di commesse ha deciso di trasferire i macchinari e la produzione al Nord Italia. Una decisione da stigmatizzare anche perché se la Bitron Sud dovesse realmente chiudere i battenti in terra d’Irpinia al già alto livello di disoccupazione si aggiungerebbero altri cinquanta lavoratori finiti in mezzo ad una strada. Intanto, fortunatamente dall’ospedale “Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi giungono buone notizie sul quadro clinico della donna investita: se la caverà in poche settimane. (di Emiliana Bolino)