Dopo due sconfitte consecutive, con una gara ancora da recuperare, il Solofra non va oltre il pareggio nella trasferta di Venticano. Non è una partita di fine stagione anche se la classifica delle due squadre indurrebbe a pensare in modo diverso. I ritmi certo non solo elevatissimi, è normale, ma i conciari almeno in parte fanno quello che possono. Si vedono discreti progressi nel gioco rispetto alle infauste sfide con Hirpinia e Sarnese ma ormai, come ammetterà anche Santosuosso a fine gara, la mentalità e la convinzione non possono più essere quelle delle nove vittorie consecutive. Insomma non è una questione di gambe ma solo ed esclusivamente di testa: il contraccolpo psicologico della doppia batosta casalinga si avverte ancora, la squadra si impegna, qualche uomo però non è più quello della fase chiave della stagione e allora ne viene fuori una sfida bella solo in parte, dovealla fine il Venticano, forse con meno pressioni psicologiche e più tranquillo, per giunta in superiorità numerica, in un primo momento in svantaggio, trova addirittura il pari e addirittura va vicino al successo in un paio di occasioni. Ma sarebbe stato troppo. Il pareggio, l’uno a uno finale, è il risultato più giusto. Dopo il vantaggio firmato da un redivivo Dario Della Rocca ecco arrivare il pareggio alla mezz’ora ad opera dei locali con Sandro Cardillo, l’ex enfant prodige del calcio irpino, l’uomo che qualche anno fa faceva impazzire Roberto Carannante quando era tecnico del Montemiletto, oggi uomo guida della Sibilla ad un passo dalla serie C. Senza dubbio il Venticano ha un organico niente affatto arrendevole, e quando arriva l’espulsione per doppia ammonizione di Michele Gallo, con il Solofra in dieci uomini, i ragazzi di Spica provano a infliggere agli ospiti il colpo del ko. Ma sarebbe stata una punizione troppo severa per un Solofra che seppur bello solo a tratti ha giocato un discreto calcio.Santosuosso difende i suoi uomini: “Un punto in tre gare è davvero poco, ma ho detto già ai miei quello che dovevo dire. Ormai quello che è fatto è fatto, ci siamo giocati la nostra grande occasione e l’abbiamo persa, alla fine non mi aspettavo chissà cosa da questa partita, ormai non possiamo avere la convinzione di qualche settimana fa. Dico solo che adesso dobbiamo essere cauti e dobbiamo stare uniti. Occorre valorizzare quanto di buono fatto, salvaguardare il patrimonio di questa squadra che è rappresentato almeno da sei o sette giocatori validi che intendo riconfermare il prossimo anno. Dobbiamo difendere il terzo posto, sarà dura ma ce la possiamo fare”.