
Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Quella del cuore, della grinta, cercata e voluta con la forza da un gruppo che non ha nessuna intenzione di mollare. Il Solofra espugna l’Alfaterno di Nocera Superiore e porta a casa tre punti che mantengono invariata la classifica (la capolista Hirpinia ne rifila cinque al Sanseverino), ma aprono nuovi orizzonti, spiragli per una possibile risalita che è difficile, tremendamente complicata, ma non impossibile. È chiaro che bisogna vincere sempre, da qui alle prossime quattro o cinque partite, lo ripetiamo sempre, anche un pareggio potrebbe risultare fatale rispetto a chi lì davanti corre come un treno. Già nel prossimo turno con gli uomini di Renna di scena sul campo della Nuova Sanseverinese, appaiata insieme con i conciari al quarto posto e a due lunghezze dalla terza, l’Atletico Nocera, gli irpini, di scena al ‘Partenio B’ contro il Rione Mazzini, sperano di recuperare terreno. Comunque vada bisogna per ora, fino ai decisivi scontri diretti, guardare solo in casa propria, fare la corsa su se stessi, trovare dentro quelle motivazioni che in questa categoria fanno la differenza, ben più delle qualità tecniche. Che certo contano: quando hai in campo uno che si chiama Sasà Ferrante che incantava platee come quella di Pomigliano, di certo ti ritrovi qualcosa in più degli avversari a livello qualitativo: ma se non ci aggiungi lo spirito del gruppo, l’abnegazione, allora è tutto inutile. Il Solofra visto contro la Virtus Fortitudo ha rappresentato proprio questo: grinta, qualità eccelse nei ruoli chiave del campo, voglia di uscire dal tunnel, costi quel che costi. Santosuosso decide di affidare le chiavi della difesa alla coppia Della Rocca-Gallo, lasciando capitan Oliva in panchina. Il reparto arretrato a parte il primo gol, quello del vantaggio locale, non correrà mai seri pericoli, fatta eccezione di un finale convulso in cui gli avversari hanno cercato il pareggio attaccando all’arma bianca ma senza lucidità. Dalla cintola in giù dopo lo svantaggio, il Solofra non si disunisce. Attacca con raziocinio, colpisce prima con uno straordinario Ferrante che firma il pareggio, poi, perso per infortunio il bomber Messina, che ne avrà almeno fino alla fine del girone di andata, infila il gol della vittoria con un quanto mai ritrovato Carmine Di Napoli. Tutta la squadra ha girato a meraviglia. I tifosi presenti che hanno seguito gli irpini in trasferta a fine partita non hanno avuto dubbi: se si gioca sempre così scalare la classifica non sarà solo una chimera. Santosuosso a fine gara, che ha seguito la partita dagli spalti per squalifica, è raggiante ma nello stesso tempo resta umile: “Abbiamo fatto solo un passetto in avanti ma ho visto il gruppo che conosco, quello in cui credo. Ragioniamo partita per partita senza pensare alle altre e vediamo da qui a un mese come sarà la classifica. Se arriviamo allo scontro diretto con l’Hirpinia con non più di cinque punti di distacco allora può succedere davvero di tutto. Questo significa dover recuperare almeno la metà del gap. Dobbiamo crederci. Dipende prima di tutto da noi, perchè le altre non possono vincere sempre”.
CAPITOLO MERCATO L’infortunio di Messina obbliga la dirigenza a guardarsi intorno. Almeno per prendere un attaccante di valore che possa sostituire il bomber siciliano o anche all’occorrenza affiancarlo in un tridente con Sasà Ferrante. Dopo le partenze di Mandato e Cioffi l’attacco è più che mai sguarnito. Le ipotesi sono diverse: l’obiettivo comunque è un giocatore di categoria, un uomo da 10 gol a stagione che aiuti ad affrontare nel migliore dei modi una annata ancora lunga e difficile. I nomi che circolano sono tanti, Giorgio Punzo del San Giorgio a Cremano, Giuseppe Ferrante del Tebor 2000, ex Arzanese e Ercolanese, ma nelle ultime ore è spuntata l’ipotesi di un altro Ferrante, si chiama sempre Giuseppe è più giovane di due anni del suo omonimo, tutti lo ricordano per aver indossato la maglia del Montoro quattro anni fa, nell’anno della sconfitta agli spareggi con il Grottammare. Ferrante ha militato poi con Real Aversa, Besana, Vollese, San Vitaliano e da luglio è all’Acerrana. Un inizio scoppiettante con 4 gol in 6 gare, poi la squadra napoletana ha avuto un crollo. Carullo lo conosce bene. Ma non sono escluse sorprese.