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A Gaito manca dunque il sigillo sulla propria esperienza alle falde del Terminio, iniziata a novembre quando l’ambiente rischiava di sfaldarsi dopo l’addio di Clemente Venezia. “La salvezza sarebbe una vera e propria impresa – afferma il tecnico in passato sulle panchine di San Martino e Cervinara – Quando sono arrivato a Serino c’erano diversi problemi. Col tempo ci siamo ricompattati, cambiando anche sistema di gioco. Non è stato facile soprattutto per via dei numerosi infortuni che si sono succeduti. La nostra fortuna è stata un grande gruppo che ha reagito alle difficoltà senza battere ciglio”.
Con la salvezza oramai in tasca non è un azzardo parlare di futuro: “Per ora non ne ho parlato con la società – ammette – Pensiamo a chiudere quest’ultima parentesi e poi se ci saranno le condizioni ci siederemo attorno ad un tavolo per programmare un futuro insieme. Quest’anno abbiamo sofferto la scarsa organizzazione a livello societario. Serino è una grande piazza e merita un progetto importante. Non è concepibile che in casa giochiamo tra il disinteresse generale. Se l’obiettivo sarà il rilancio di tutte queste componenti – conclude – allora io ci sarò”.