Promozione – Il Solofra all’ultimo appello con l’Ariano

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Obiettivo vittoria. Dopo cinque successi consecutivi l’imperativo categorico in casa Solofra è quello di non fermarsi. La classifica non lascia scampo ai gialloblù: in attesa del derby da vincere a tutti i costi con l’Ariano, lì davanti i numeri premiano per ora le due battistrada Hirpinia e Sarnese. 47 punti gli uomini di Renna, una marcia fin ora inarrestabile, 44 i salernitani. Guardando gli altri gironi di promozione ti rendi conto che sono cifre davvero da capogiro. Numeri ben oltre la media. Con 37 lunghezze il Solofra, se facesse parte degli altri raggruppamenti, infatti, avrebbe adesso la testa della classifica, alla peggio il secondo posto ad uno o due punti dal primo. Insomma malgrado gli sforzi profusi nel clan conciario ci si è trovati senza alcun dubbio di fronte ad una categoria davvero agguerrita e livellatissima nelle zone alte, soprattutto se si citano esempi come quello dell’Atletico Nocera che non era certo attrezzato, almeno sulla carta, per dare fastidio alle grandi. Mai negli ultimi 20 anni il girone irpino di Promozione era stato tecnicamente così combattuto. Insomma grandi qualità tecniche, giocatori scesi addirittura dalla serie D per calcare questi campi, vedi il bomber Scarpa della Sarnese appena un anno fa ad Angri oppure Memoli dell’Hirpinia, un passato da titolare in D con l’Ariano che addirittura spazia tra panchina e tribuna alla corte di Giovanni Renna tale è la possibilità di scelta per l’ex tecnico di Cicciano e Succivo. Vietato arrendersi però: perchè il Solofra in fondo la vita se l’è anche complicata da solo.Non c’è dubbio. E quando le avversarie marciano così anche una piccola falsa partenza può essere alla fine fatale. La sconfitta interna con il Luogosano pesa come un macigno, il pareggio di Ariano, i passi falsi contro le dirette concorrenti al salto di categoria. Solofra infatti ha lasciato l’intera posta in palio sia sul campo dell’Atletico Nocera che su quello di Hirpinia e Sarnese. Certo ora i gialloblù viaggiano con un’altra marcia e questo è confortante. Ma potrebbe non bastare per ribaltare la classifica. Dopo due retrocessioni consecutive e il sogno della D accarezzato e subito infranto, Solofra è ripartita dalla vecchia guardia. I vari Oliva, Giuseppe Meriano e Dario Della Rocca stanno dando il massimo: piano piano Santosuosso, tecnico giovane e capace, ha ritrovato tanti altri protagonisti che in queste categorie sono sprecati. I bomber Ciccio Messina e Sasà Ferrante, 23 gol in due, gli esterni Carmine Di Napoli e Antonio Pisaturo. Il guerriero Demetrio Pisacreta. Insomma non ci sono 10 punti di distacco dalla vetta almeno nei valori. E’ innegabile. Però i numeri parlano chiaro. Contano solo quelli nel calcio. Il Solofra deve inanellare 40 punti nel girone di ritorno, può permettersi cioè al massimo uno o due pareggi e vincere sempre, tutte le altre sfide. Solo così chiudendo la stagione ad un minimo di 70 punti può sperare nel salto di categoria. E se Hirpinia e Sarnese saranno capaci di andare oltre allora tanto di cappello alle due avversarie. Ma fino ad allora bisognerà lottare con il coltello fra i denti e crederci fino alla fine. E soprattutto vincere al Gallucci contro le prime due della classe. Questo sarebbe almeno un fatto di orgoglio. Per dimostrare che il Solofra ha già intrapreso la strada della rinascita.

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