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Le attività truffaldine hanno permesso al 49enne di ottenere, nell’arco del tempo, provvigioni, incentivi finanziari e premi di produttività in base ai risultati ottenuti per circa 1 milione e 300mila euro.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il promoter operava come una vera e propria banca, ponendo in essere una pluralità di operazioni fraudolente, mediante la contraffazione delle firme degli investitori su modulistica contrattuale e su altra documentazione relativa ad operazioni dei medesimi poste in essere, ricevendo denaro contante consegnatogli dall’investitore (nonostante l’art. 108, comma 5, del regolamento intermediari ne disponesse l’obbligo per il promotore di rifiutare ogni somma di denaro), rilasciando agli stessi regolare ricevuta di versamento. In aggiunta, il 49enne impiegava frequentemente fondi derivanti da prelevamenti con titoli di credito non autorizzati, tratti sui conti correnti di ignari clienti; infatti, dopo aver autonomamente richiesto il carnet di assegni emetteva, dopo averne contraffatto la firma di traenza, assegni bancari impiegati per propri fini e per eseguire finanziamenti volti alla “copertura” di conti, in precedenza da lui fraudolentemente utilizzati, falsificando, al contempo, il questionario MIFID (Markets in Financial Instruments Directive, nel quale il cliente dichiara, tra l’altro, la propria esperienza in materia di investimenti finanziari e la sua propensione al rischio) ed eseguendo operazioni ad alto rischio all’insaputa della clientela.
I dettagli dell’operazione sono stati illustrati stamane dal Procuratore della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi , Dott. Antonio Guerriero, unitamente al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, Colonnello Costantino Catalano ed al Tenente Davide De Meo.
L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari.