Programmi di studio Licei, D’Amelio: “Senza cultura non c’è futuro”

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Si è tenuto ieri, presso la sede del Comune di Salerno, un’importante dibattito sulla richiesta di modifica ed integrazione delle ‘Indicazioni nazionali’ per il programma di studio dei Licei (approvate con DM 211/2010), in cui, a proposito del 900’ pieno, non sono citati né poeti né scrittori nati a sud di Roma.
Presenti al dibattito la Fondazione Gatto di Salerno nella persona di Filippo Trotta, nipote del grande autore e presidente dell’Ente, l’Amministrazione comunale della città costiera, il Sindaco Vincenzo De Luca e l’Assessore alla Cultura Ermanno Guerra, nonché la Regione Campania nella figura di Rosetta D’Amelio, che da sempre è in prima fila per sostenere le ragioni della letteratura meridionale.

“L’integrazione delle ‘Indicazioni nazionali’ con autori del Sud è una richiesta legittima che rientra in una più vasta battaglia di civiltà finalizzata a eliminare la discriminazione, in questo caso letteraria, ai danni del meridione d’Italia. E’ irrazionale la scelta fatta dalla Commissione ministeriale del 2010, perché su un elenco di 17 scrittori e poeti citati a titolo esemplificativo non c’è nessun autore nato a sud di Roma. Si tratta di vero e proprio razzismo culturale non manifestato ma creato nel silenzio, perché è ovvio che chi è citato è stimato più importante di chi è stato escluso”. Emblematiche le parole di Paolo Saggese, il poeta irpino che assieme a Alessandro Di Napoli, Giuseppe Iuliano ed Alfonso Iannariello ha scritto un pamphlet presentato per l’occasione, dal titolo “Faremo un giorno una carta poetica del Sud. Restituiamo la letteratura meridionale ai licei”.

Stessa linea per la Consigliera regionale PD Rosetta D’Amelio, impegnata fin da subito in una battaglia che nel tempo ha assunto i connotati di una vera e propria questione nazionale e promotrice dell’ordine del giorno approvato nel consiglio regionale della Campania dello scorso maggio, in cui fu inviata al ministero la richiesta di integrare programmi scolastici con autori ed autrici del sud: “E’ paradossale pensare che il primo Ministro della Cultura post Unità fu Francesco De Sanctis, un irpino doc, mentre siamo qui a discutere sull’esclusione dei poeti meridionali del 900’ di programmi scolastici. Un paradosso che aumenta se si pensa che oltre all’eliminazione dei letterati del Mezzogiorno, c’è stata anche la clamorosa esclusione di scrittrici e poetesse italiane, ad eccezione di Elsa Morante. Una discriminazione nella discriminazione. Come si fa – ribadisce la consigliera D’Amelio – ad escludere dai programmi un premio Nobel per la letteratura come Maria Grazia Deledda? Non si può ignorare il contributo che le donne hanno dato all’Italia in termini di Unità nazionale ma anche di progresso nei costumi, nonostante le continue minacce e i messaggi terribili che ci arrivano in questi giorni”.

“Il vero problema – conclude D’Amelio – è che oggi la cultura non è più un ascensore sociale come era intesa invece dai grandi del passato, De Sanctis in primis. Bisogna recuperare quei valori e capire che la politica del ‘taglio’ indiscriminato non porta a nulla di buono. Oltre al sollecito al Governo centrale da parte del nostro Consiglio regionale, abbiamo chiesto anche alle altre Regioni meridionali di fare altrettanto. Il risultato è che qualche piccola risposta l’abbiamo avuta ma ancora non basta e la battaglia va avanti. La politica in questa battaglia, è al vostro fianco. Senza cultura non c’è futuro”. Una battaglia ingaggiata già da tempo che ciclicamente ritorna nel vivo grazie ad iniziative del genere. Il prossimo incontro è previsto per Lunedì presso il Caffè Letterario di Avellino.

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