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Progetto Verde Pubblico: i soldi non ci sono, inizia l’agitazione

Avellino – Finisce nel peggiore dei modi il Progetto Verde Pubblico. Senza una prosecuzione del lavoro, con 27 famiglie senza salario, con buona parte dei lavoratori in una età ormai troppo matura per un inserimento dinamico nel mondo del lavoro. Dopo una deliberazione provinciale a giugno 2006 dove si approvava il reinserimento dei lavoratori con lo stanziamento dei fondi da parte della Regione Campania di circa 500.000 euro, ora “si scopre” che la copertura finanziaria del Progetto non c’è mai stata. “A quale stanziamento si sia riferita la giunta e il presidente saremmo grati nel saperlo, commenta il segretario provinciale della Filca-Cisl Mario Melchionna. Oltretutto la Regione Campania non è in grado di chiudere per ora la contabilità rispetto al vecchio progetto. Così che la delibera di giunta provinciale, la credibilità politica della De Simone, tutti gli impegni e le promesse della politica provinciale di Avellino – si legge nella nota – non hanno più fondamento e serietà. Da ottobre 2005, data di ultimazione del vecchio progetto, si sono consumati tavoli di concertazione, impegni assunti, fiumi di inchiostro per proclami e comunicati nel quale il Progetto Verde doveva rappresentare un motivo non solo di sbocco lavorativo qualificato, ma che avesse fatto da progetto sistema in una più vasta rete di servizi alla città di Avellino e di Atripalda. In primis v’erano le aspettative di 27 lavoratori ora semplicemente vane per una politica che è stata irresponsabile, incapace di cogliere e di rispondere alle vere istanze di sviluppo e di bisogno. Non ha senso proclamare linee di evoluzione economica, di progresso sociale e di crescita negli standard dei servizi offerti quando la parte politica, quella tesa alla rappresentanza e all’amministrazione della cosa pubblica, quando è malata di campanilismo, di altri affari e che non sono quelli che interessano e giovano alla collettività”. I 27 lavoratori e il sindacato Filca Cisl manifesteranno a tempo indeterminato e in maniera continuativa davanti a Palazzo Caracciolo.

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