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I due segnalati, alla vista dei carabinieri, si sono infatti messi a correre in direzioni diverse, dando vita ad un forsennato inseguimento a piedi lungo le strade dell’intero centro cittadino. Se un primo fuggitivo è stato catturato dopo poco, per il secondo c’è voluto un estenuante inseguimento a piedi lungo mezzo paese, con i carabinieri (con tanto di giubbetto antiproiettile indossato e mitraglietta imbracciata) che hanno corso dietro al fuggitivo per molti minuti.
Acciuffati entrambi e portati in caserma, i carabinieri hanno appurato che i due soggetti segnalati s’identificavano in 2 ragazzi rumeni, classe 1997, quindi entrambi minorenni, affidati ad una Casa Famiglia di Montesarchio e da quella sede arbitrariamente allontanatisi. Sulle loro persone i carabinieri non hanno trovato alcun arma, né taglierino, ma hanno potuto accertare che gli stessi si erano tolti i giubbini durante la corsa, proprio per evitare di essere acciuffati e riconosciuti.
Convocato in caserma, il responsabile della comunità per minori di Montesarchio ha dichiarato che i due ragazzini sarebbero dovuti essere a scuola (sempre a Montesarchio) in quel momento, e non certo in giro per San Martino Valle Caudina. Ma i due, una volta accompagnati dinanzi alla scuola, avrebbero deciso di marinarla, recandosi così a San Martino Valle Caudina. Certo la loro presenza in quell’ora e in quel luogo (proprio davanti ad una banca) non era certo motivata da motivi di diletto, specie se si pensi a come i due abbiano già pregiudizi penali per reati contro il patrimonio. È infatti legittimo ritenere che gli stessi si stessero preparando a colpire qualche ignaro avventore dell’istituto di credito, magari dopo un prelievo al bancomat.
Controllando i precedenti penali e di polizia dei due ragazzi, di cui senza fissa dimora ma dimorante nel napoletano e l’altro residente nel serinese, i militari dell’Arma hanno accertato che il secondo era affidato a quella casa famiglia in virtù di una misura penale emessa dal Tribunale dei Minorenni di Napoli (proprio per precedenti reati contro il patrimonio) e che il suo allontanamento arbitrario costituiva a tutti gli effetti il reato di evasione. Per tale motivo, il 15enne è stato tratto in arresto e, su disposizione del magistrato di turno presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, riaffidato poi alla comunità educativa, peraltro insieme anche all’altro coetaneo e connazionale, che però si trovava in casa famiglia in maniera meramente amministrativa.