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Secondo quanto si è appreso, ai magistrati il certificato sembrò da subito prodotto ad hoc e nel corso dell’interrogatorio il funzionario incaricato delle operazioni di revisione disconobbe la propria firma in calce al documento, sostenendo di non averlo mai visto. Il sostituto procuratore Adriano Del Bene contestava infatti l’ipotesi che il certificato fosse stato compilato successivamente al marzo 2013, data della revisione, perche’ non corredato dalla richiesta della ditta Lametta e dalla ricevuta del versamento per la tassa governativa. Di fronte ai dinieghi del funzionario, il pm ha disposto una perizia grafologica, affidata al consulente Silvana Iuliano, che ha accertato l’autenticita’ della firma di Vittorio Saulino. Di qui il provvedimento giudiziario per falso in atto pubblico a carico suo e anche di Antonietta Ceriola, che con le proprie credenziali di accesso al sistema informatico della Motorizzazione, avrebbe falsificato informaticamente l’esito regolare della revisione. L’indagine non si è limitata però al solo caso del bus Volvo. Gli inquirenti hanno verificato l’intero fascicolo della ditta Lametta, presso gli uffici della Motorizzazione civile ed è emersa anche un’altra revisione sospetta. L’impresa ha già subito in seguito all’incidente la sospensione di tutte le licenze per il trasporto di persone.