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Processo Rifiuti – D’Ercole: “La prescrizione un rischio da evitare”

Napoli – “Un elenco di 900 nominativi fra i quali scegliere i testi da ascoltare; la prima udienza, fissata per il 14 maggio, destinata a saltare perché uno dei tre giudici a latere è stato trasferito all’ufficio dei Gip, il secondo sarà assente quel giorno per motivi personali. Il pericolo della prescrizione di una buona parte delle accuse, comincia, quindi, ad allungare le proprie ombre sul processo per l’emergenza rifiuti, contro il presidente Bassolino ed altri 28 imputati. E’ un rischio che bisogna assolutamente evitare”. E’ quanto sottolinea il capo dell’opposizione in Consiglio Regionale, Francesco D’Ercole. “Questo pericolo – continua – va scongiurato e non per voglia di giacobinismo, bensì perché è giusto che i cittadini sappiano cosa effettivamente è successo in questi anni, chi siano i veri responsabili delle montagne di spazzatura accumulatesi lungo le strade delle nostre città, perché questo è successo e dove sono finiti e quali risultati reali abbiano prodotto tutte le risorse investite in questa battaglia contro i rifiuti”. Per D’Ercole la necessità di fare chiarezza è un obbligo verso la cittadinanza ed il disagio nel quale è stata costretta a vivere ma anche perchè: “E’ arrivato il momento di far piazza pulita delle menzogne che Bassolino ed il centrosinistra hanno messo in circolazione in questi ultimi tempi, nel tentativo di alleggerire le proprie responsabilità, tentando di ribaltarne un po’ anche sulle spalle di altri ed, in particolare, sulla giunta di centrodestra, presieduta da Antonio Rastrelli, la cui unica colpa è di essere a suo tempo vittima di un ribaltone e di non avere avuto a propria disposizione il tempo necessario a realizzare il piano rifiuti che pure aveva elaborato nel 1997 e che era stato apprezzato dall’Unione Europea, la quale – aggiunge D’Ercole – proprio in seguito all’approvazione di tale piano aveva cancellato le sanzioni a carico della Campania”. Un compito che secondo D’Ercole può essere svolto solo dalla Magistratura. “Può farlo e deve farlo – conclude – per i nostri corregionali che a queste inadempienze hanno già pagato un prezzo elevatissimo, ma anche perché ne va della credibilità della Giustizia stessa”.

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