NAPOLI- “Roberto non e’ morto perché aveva volonta’ di litigare, ma perché aveva tanto fegato e tanto cuore”. E’ quello che in un passaggio il difensore di parte civile della famiglia Bembo, il penalista Gerardo Santamaria ha voluto mettere in risalto, ricollegandosi anche alla ricostruzione alternativa dei fatti che nella sua requisitoria ha prospettato il sostituto procuratore generale Della Pietra: “Almeno questo Appello cercherà di restituire quella immagine di Bembo che in primo grado non era emersa”. Santamaria ha insistito molto sul fatto che non si tratti di legittima difesa: “Aggressione con un’arma non può essere legittima difesa, anche perché se è stato avvertito il pericolo perché non sono scappati, essendoci varie vie di fuga. La legittima difesa deve essere sempre una estrema ratio”. Per questo la parte civile, il legale dei genitori e del fratello di Roberto, che questa mattina erano in aula come sempre dall’inizio di questa vicenda giudiziaria, ha chiesto la conferma della condanna per i tre imputati.
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