Un milione di euro, quelli portati via dai libretti di ignari correntisti anziani, da un ex direttore dell’ufficio postale di San Martino Valle Caudina e di Cervinara. Tre anni dopo il rinvio a giudizio, disposto dal Gup del Tribunale di Avellino Paolo Cassano, è inziato il processo ai danni di tre persone, tutte accusate a vario titolo di reati che vanno dall’associazione a delinquere, al riciclaggio, dal peculato all’appropriazione indebita in concorso tra loro. Ventisei i procedimenti accorpati, legati a singole denunce presentate dalle vittime dell’ex direttore. Sette di loro, hanno anche deciso di costituirsi parte civile nel dibattimento avviato davanti al Tribunale Collegiale di Avellino, presidente Calise, a latere Sicuranza e Landolfi. I fatti si riferiscono agli anni 2000 fino al 2007, quando le Poste hanno licenziato l’uomo. Il direttore, approfittando del suo ruolo, si appropriò di somme pari a circa un milione di euro. Anzi, nel dettaglio, di tre contestazioni: 994 mila euro, 27 mila euro e 29.600 euro. Non solo portandoli via dai libretti postali, come nella maggior parte dei casi denunciati ed accertati, ma anche grazie ad operazioni di titoli obbligazionali mai contratte e, in qualche caso, neppure contabilizzata. Secondo l’accusa, inoltre, il direttore si è reso responsabile anche della falsificazione vera e propria di atti, come avrebbe fatto in occasione della riproduzione di fotocopie di buoni fruttiferi postali per 10 mila euro.
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