La sicurezza online è un problema che riguarda tutti: anche se molte persone non se ne rendono pienamente conto, il fatto di utilizzare i servizi di home banking, di accedere tramite SPID o altri sistemi di identificazione ai servizi pubblici e sanitari, lo shopping online e anche il semplice di utilizzo dei canali social mette a rischio la privacy e la riservatezza dei propri dati personali.
Basta ascoltare un telegiornale o sfogliare le pagine di un quotidiano per avere conferma di queste problematiche: negli ultimi anni infatti sono aumentati esponenzialmente i casi di furti di dati e di truffe online.
Si tratta quindi di un problema che riguarda davvero i cittadini irpini di ogni età: conoscere le minacce e sapere come combatterle sono i passi fondamentali per proteggere non solo la propria attività online, ma anche diversi aspetti importanti della vita quotidiana.
I principali rischi digitali nel 2026
I rischi digitali a cui praticamente ogni persona è esposta ogni giorno, durante le più comuni attività, sono davvero tanti: e diversi tra loro, sia per i canali utilizzati che per i rischi che si possono correre.
Se ne possono elencare alcuni, tenendo presente che non si tratta di un elenco esaustivo: infatti le minacce digitali nascono e si moltiplicano in modo rapidissimo. Essere sempre aggiornati, grazie ai siti affidabili di Cybernews, è importantissimo per non rischiare di cadere nelle “nuove” trappole che ogni giorno vengono create online dagli hacker.
Le truffe
I canali che più spesso utilizzano i truffatori online sono i messaggi SMS, i servizi di messaggistica istantanea (come WhatsApp) e le email. Molto diffusi sono i falsi messaggi, come quelli che sembrano provenire dalle banche, che mirano a carpire le credenziali di accesso ai servizi bancari stessi. Oppure i messaggi che sembrano provenire da enti pubblici, con la richiesta di pagamenti immediati di multe e la minaccia di sanzioni pecuniarie molto elevate.
Ci sono poi truffe dall’aspetto più innocuo: come la richiesta, tramite messaggio WhatsApp di un contatto presente in rubrica, di votare per una nipote o figlia per un misterioso concorso di danza o di recitazione. Il fatto che il messaggio provenga (almeno in apparenza) da una persona conosciuta, spinge ad abbassare la soglia di attenzione e a cadere nella trappola.
Attenzione alla privacy
La privacy è a rischio soprattutto quando si utilizzano i social network: infatti, la tendenza è quella di condividere con eccessiva leggerezza le informazioni personali. Basti pensare alle fotografie, alle funzioni di geolocalizzazione e ai dati sensibili che ogni giorno, inavvertitamente, vengono condivisi sui diversi profili. E che diventano materiale utile per i malintenzionati online, che riescono a organizzare truffe sempre più elaborate.
Il problema delle password
Altro pericolo è quello rappresentato dalle password: quasi tutti gli utenti, scelgono infatti password troppo semplici. Oppure decidono di utilizzare la stessa password per diversi servizi: in questo modo diventa facile per una hacker carpire la password e utilizzarla per creare danni, che possono essere anche molto gravi (basta pensare agli accessi bancari).
Come difendersi: le soluzioni semplici ed efficaci
Per ogni attacco che si riceve online è possibile mettere in campo dei sistemi di difesa: alcuni sono davvero efficaci e allo stesso tempo semplici, perché non richiedono particolari competenze tecniche.
È importante ricordarsi di:
- scegliere password sicure: quindi lunghe e composte da una serie di caratteri alfanumerici e di simboli; e, ovviamente, di utilizzare password diverse per ogni tipo di servizio a cui si accede;
- puntare sui sistemi di autenticazioni a 2 fattori: si tratta di un sistema ulteriore di protezione, che prevede l’invio di un codice tramite SMS o email; è molto importante attivarlo soprattutto per l’accesso alle caselle di posta elettronica e ai servizi di home banking;
- attenzione ai link: prima di cliccare un link, che sia contenuto in un messaggio WhatsApp o in una email, è sempre meglio pensarci due volte; soprattutto quando il tono del messaggio è allarmistico (come “Paga qui subito la multa), la soluzione migliore è quella di controllare con attenzione il mittente e la sicurezza dell’indirizzo web. Nella maggior parte dei casi, soprattutto per quanto riguarda le email, il mittente ha un indirizzo difficilmente riconducibile a un ente pubblico o al proprio istituto di credito;
- verificare offline: quando si riceve un messaggio sospetto, una semplice telefonata può permettere di capire se si tratta di una truffa. Contattare la propria banca o, nei casi più gravi, le forze dell’ordine, richiede poco tempo e evita guai;
- attenzione alla privacy sui social: è importante controllare sempre le impostazioni della privacy sui propri account social, in modo che siano quanto più possibile restrittive; ed evitare la condivisione eccessiva di dati pubblici.
La sicurezza online nel 2026 non è più solo una questione da esperti informatici: si tratta di una responsabilità che ricade su tutti i cittadini, che devono saper utilizzare al meglio gli strumenti che hanno a disposizione per difendersi.
