
Avellino – La voce dei sindacati si prepara a tenere piazza il prossimo primo maggio, festa di tutti i lavoratori. E questa mattina la triplice si è riunita per presentare le iniziative in cartellone presso la sede sindacale di Via Fratelli Bisogno, con i segretari generali Ruggiero Cutillo per la Cgil, Enrico Ferrara per la Cisl e Antonio Festa per la Uil. In programma un corteo pubblico che, partendo da Corso Vittorio Emanuele, si snoderà lungo tutta la principale arteria cittadina, fino a raggiungere Piazza Libertà e Piazza del Popolo, dove si terrà la manifestazione congiunta dei sindacati ed il comizio conclusivo. L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per affrontare le tematiche calde della stagione socio-economica e politica in corso. “La festa dei lavoratori – ha commentato Antonio Festa – sarà focalizzata sulle politiche di sviluppo e sulla questione del precariato lavorativo. In pochi anni questa provincia ha perso troppi posti di lavoro, licenziamenti che non sono stati controbilanciati da nuove assunzioni. Anzi, le crisi di molti settori produttivi, come quello della concia e del tessile, non solo acutizzano il problema ma gettano pesanti ombre sul futuro, viste anche le decine di vertenze aperte che, purtroppo, ci sono sul territorio”. La questione occupazionale, più che mai viva, richiama l’attenzione anche sui lavoratori socialmente utili, che, come noto, sono al centro di un dibattito dai toni incerti in merito alla loro stabilizzazione. “Quello che chiediamo – avverte Ruggiero Cutillo – sono certezze per gli Lsu. Certezza di reddito, di pensione e, soprattutto, di lavoro. Il Comune deve impegnarsi seriamente su questo fronte”. Riferendosi, poi, alla ventilata soluzione di un loro impiego presso aziende private, aggiunge: “Non credo che la qualità dei servizi sia una prerogativa esclusiva dell’imprenditoria, si può avere efficienza e valore anche attraverso una gestione pubblica”. L’analisi dello scenario generale è al centro dell’intervento di Enrico Ferrara. “La politica locale deve porre maggiore attenzione alle esigenze della gente. Si parla spesso di ‘grande centro’, di manovre, di ‘larghe intese’ ma si tralasciano invece le cose concrete. Che poi sono quelle che davvero interessano alla collettività”. In questo senso, ritornando alla presentazione del piano regolatore per lo sviluppo tenuta in settimana, sottolinea: “Ci rammarica che l’Asi abbia pensato di illustrare le linee guida per il rilancio economico senza ritenere opportuno di coinvolgere i sindacati. Bisogna evitare che prevalgano gli individualismi. E’ necessario un maggiore dialogo ed un maggiore coinvolgimento di tutte le forze sociali se davvero vogliamo affrontare costruttivamente i problemi”. In questo senso, ribadendo l’appello ad una maggiore coesione, è Ferrara a precisare: “Di fatto l’Irpinia non intercetta tutte le opportunità che si presentano sul territorio. Non solo i politici, ma anche gli imprenditori e gli altri attori del contesto produttivo devono lavorare verso una maggiore concertazione d’insieme”. Come dire: lo sviluppo passa per l’investimento di ‘grandi somme’ ed è questa la principale leva per “il recupero occupazionale della provincia”. (di Eddy Tarantino)