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Primo Maggio: “Giorno di festa” in una Regione di… ordinaria follia

(di Luca Guarracino) – Sono ore frenetiche a Napoli, almeno nei paraggi di palazzo Santa Lucia. In attesa di conoscere i nomi dei vari assessori regionali e del programma del neo eletto governatore Caldoro, tengono banco le proteste degli operatori Asl senza stipendio da un mese, quelle dei disoccupati con scene di inaudita violenza urbana e la… tenuta dei debiti accumulati durante il potere di Bassolino in due lustri di gestione del centrosinistra. Sono in molti nelle ultime ore a supportare le dichiarazioni dell’ex governatore che ha invitato Caldoro a “pensare a lavorare”: in soccorso dell’uomo di Afragola, lo scontato appoggio del distratto Pd e frange della sinistra sempre motivate a insegnare stili di democrazia, di trasparenza e di buon governo. La montagna di denaro sprecato e l’invito “a governare” alla nuova coalizione, appaiono come una sorta di “sfida” ai campani che hanno voltato pagina.

Sarà pertanto interessante ascoltare durante i vari comizi della Festa dei Lavoratori, il disimpegno dei tanti “distratti” sui contenuti e le scelte effettuate da “qualcuno” sui mutui trentennali e le nomine dei vari aficionados negli enti per continuare ad assicurarsi il sottogoverno a discapito della finanza regionale e… della tasca dei cittadini. Il dramma rifiuti e il conseguente aumento del carico delle tariffe con la spesa annua in Campania tra le più alte in Italia e il buco della Sanità che appare un vortice infinito per un deficit ammontante a 750milioni di euro, sono tra le cambiali da onorare per pagare i debiti partoriti dalle scelte degli ultimi anni del centrosinistra di Santa Lucia. I costi della politica risultano e sono insostenibili tra le fasce dei cittadini, specie al Sud e in Campania, dove il reddito pro capite è più basso e la scelta di campo del neo governatore incontra già l’ostracismo dei tanti politicanti e sindacalisti d’occasione, abituati più che alla politica del rigore alla “cultura” antica e meridionale del biglietto gratis a spese del contribuente.

Sarà un primo maggio, mai come quest’anno, diverso da quelli precedenti. Il lavoro che non c’è, posti di lavoro sul filo del rasoio, con tanti precari incupiti e bamboccioni alla ricerca del posto. Sarà anche il primo maggio della riflessione sui buchi effettuati dai tanti “impresari dello spettacolo” che hanno speso per feste e grandi eventi soldi pubblici senza ricadute per il territorio e i paesi. All’ombra della demagogia e della visione mediatica, “qualcuno” ha proposto persino l’autonomismo del “modello catalano” per rendere pan per focaccia a Caldoro e ai tanti che lo hanno votato. Insomma, dopo il danno, la beffa. I milioni di euro in uscita bussano alla porta… e occorrerà essere oculati nelle scelte da effettuare per tentare di rilanciare la Campania e le aspettative dei suoi cittadini.

Una cosa è certa: tutto si è svolto sotto gli occhi di tutti, tutti erano a conoscenza degli sprechi, e tutti erano a conoscenza delle casse vuote e della cattiva politica di molti rappresentanti della coalizione. Nel giorno della Festa è il caso di meditare sul ruolo dei sindacati, sulla politica e sul ruolo delle coalizioni, sul ruolo delle associazioni di categoria e degli stessi giornalisti, spesso ciechi di fronte alle proteste e al disagio di moltissimi lavoratori – cittadini.

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