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Primarie Pd in Campania: Iannuzzi eletto ma le polemiche aumentano

Primarie del Partito Democratico in Campania a tinte fosche in una regione che continua a far ‘chiacchierare’. L’Ufficio di presidenza del “Comitato 14 ottobre”, prima di procedere alla proclamazione dei risultati delle elezioni in Campania, ha ritenuto opportuno convocare un incontro con l’Ufficio tecnico-amministrativo nazionale (Utan) per un supplemento di informazioni. L’incontro si terrà domani. Tino Iannuzzi è ufficialmente il segretario regionale in Campania del Pd ma il verdetto è circondato da una bufera di polemiche che continuano a piovere non solo dai ‘diretti concorrenti’ ma anche da singoli aspiranti delegati all’assemblea regionale. Non sarà, dunque, la proclamazione ufficiale attesa da Roma a chiudere il cerchio. Il candidato del duo De Mita-Bassolino ha ottenuto il 50,49 per cento di consensi e 260 delegati, una vittoria ‘annunciata’ a gran voce nei giorni scorsi quando ancora nulla era ufficiale. E mentre il segretario annunciava in netto anticipo sui tempi la propria ‘supremazia’ a Napoli e provincia infuriavano le polemiche che hanno portato direttamente al ‘contatore’ nazionale del Pd. Sabato, infatti, è stato approvato il verbale con i relativi dati e c’è stata una proclamazione sottoscritta comunque solo da quattro dei nove componenti dell’ufficio tecnico nazionale del partito. E chi pensa che la fiction si sia conclusa sbaglia anche stavolta. I componenti ‘contrari’ dell’Utan Stefano Graziano e Pino Bicchielli hanno chiesto di assumere un provvedimento urgente per ricontare tutte le schede votate il 14 ottobre in Campania. La motivazione va rinvenuta “negli scostamenti riscontrati tra i votanti e l’assegnazione dei seggi”. Discrasie che vanno ad aggiungersi “alle irregolarità già riscontrate” e che mandano in frantumi le speranze maturate in una votazione non unanime soprattutto a causa della scomparsa di venti verbali della circoscrizione di Napoli-Campania 1. Un particolare evidenziato anche da Salvatore Piccolo, scettico sulla questione di “liste scomparse, delegati eletti e poi dissolti”. Qualche esempio: “Manca agli atti la lista del collegio di Gragnano ‘Per il rinnovamento’ e che ha ottenuto il quoziente per un delegato con oltre 1400 voti. Così come a Pozzuoli sono scomparsi i ‘Democratici flegrei con Piccolo’ che hanno ottenuto il quoziente con oltre 800 voti e ai quali non è stato invece assegnato il delegato all´assemblea regionale”. Ed ancora altre tre liste collegate a Piccolo a Torre Annunziata, Castellammare e Acerra. Altro che telenovela, forse è il caso di dire… “chi le ha viste?”. Tra le altre polemiche anche un ricorso della lista di Rosy Bindi motivato con la necessita’ di una rivalutazione o una riesamina dei risultati al fine di garantire una partecipazione e dare voce e rappresentanza ai piu’ di 10mila cittadini e cittadine che in Campania 1 hanno votato Bindi e hanno voluto partecipare alla nascita del Pd. Antonella Pezzullo, della segreteria regionale Cgil, eletta nel collegio 2 (Chiaia – Vomero) di Campania 1, ha evidenziato “una discrepanza tra i voti che ci attribuiscono e quello che ci risultano dai nostri conteggi assolutamente attendibili. Su un campione circoscritto e significativo di 29 seggi su 402, rilevato dai nostri rappresentanti di lista, si puo’ ricavare che non ci sono stati attribuiti voti che gia’ da soli avrebbero permesso il raggiungimento della percentuale del 5%alla lista Bindi”.

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