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Gambardella ha definito quello delle primarie come unico percorso possibile in Campania in quanto il modello Chiamparino in Piemonte, ovvero quello di trovare un candidato unitario ed autorevole capace di mettere d’accordo tutti, ha avuto una pianificazione sette mesi prima mentre, in questo caso, mancano solo quindici giorni alla data della competizione. “Non credo ci sia una figura – continua l’esponente irpino dei democratici – capace di mettere d’accordo tutti, un nome che unifichi il 66% e non il 60%, come erroneamente evidenziato, dell’assemblea regionale. Non credo neanche che si raggiunga il 50%. Noi stiamo andando avanti con il nostro percorso e stiamo organizzando un bus per venerdì in occasione della manifestazione di Andrea Cozzolino. Se, invece, dovesse accadere quello che definirei un miracolo e cioè la condivisione di un nome per i due terzi dell’assemblea, sarebbe tanto di guadagnato. Se arrivasse il nome unificante, il nome capace di mettere tutti d’accordo, sarebbe la soluzione a tutti i problemi. Ma io, ripeto, non credo ci sia questo nome. Se non c’è una larghissima intesa sui candidati in campo – conclude Gambardella – c’è il rischio di creare ulteriore confusione nel nostro elettorato”.
(Pasquale Manganiello)