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Prima Categoria – Paternopoli, patron Cresta replica a Carullo

Il presidente della Polisportiva Paternopoli Gerardo Cresta interviene in merito alle motivazioni che hanno indotto la sua società a cambiare la guida tecnica della squadra: “La scelta è stata condivisa con il resto della dirigenza perché si era ormai da tempo oltrepassato il limite della decenza. L’episodio accaduto durante l’ultima partita di campionato è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.” Così il massimo dirigente gialloblu sull’esonero di Rolando Carullo. “Il decoro e la buona educazione – continua sono prioritari nella mia società. Da sempre facciamo calcio con dignità e con civiltà. Carullo ha dichiarato che a Paternopoli è impossibile fare calcio. Falso perché amiamo questo sport e lo pratichiamo con serietà dal 1978. Dal 2005 siamo in prima categoria e abbiamo ottenuto negli anni passati risultati più soddisfacenti di questa stagione affrontando squadre più forti in gironi più competitivi. Non si resta in Prima Categoria per dieci anni anni consecutivi se alla base non ci sono passione, competenza, idee e programmi e per questo nel corso degli anni siamo diventati un riferimento in provincia per tanti ragazzi che hanno vestito i colori gialloblu e siamo una delle società più ambite. Da qui non è mai scappato nessuno e le richieste per venire a giocare a Paternopoli sono tante e continue. Non è vero che è impossibile fare calcio nel nostro paese. È impossibile fare calcio andando per antipatia e simpatia con arroganza, presunzione e istigazione alla maniera in cui si è fatto negli ultimi mesi.”
È il preludio alla secca replica alle esternazioni del tecnico esonerato: “Carullo forse non ricorda che ha scelto Paternopoli per la nomea positiva di società e presidente. Mi prendo le mie responsabilità e mi pento di non aver dato ascolto a chi ha avuto a che fare con Carullo e lo ha conosciuto bene prima di me. A tutto c’è un limite. Vorrei che non venga intaccata la nostra limpidezza notoria da dichiarazioni false e bugiarde”.
Cresta è un fiume in piena: “Un’altra falsità è il numero di calciatori a disposizione.  A inizio stagione abbiamo messo a disposizione dell’allenatore ventiquattro elementi di cui undici locali e tredici non locali e nell’ultima partita eravamo in tredici. Esclusi  i due infortunati, nei mesi scorsi sono a poco a poco andati via otto elementi buoni tra cui lo storico capitano Palmieri, Massimo Cresta, Antonello Garofano, Pasquale D’Ascoli. Alcuni di loro hanno giocato anni fa in categorie superiori. Le colpe sono esclusivamente dell’allenatore. Poi tanti sono stati gli screzi e i dissapori con altri ragazzi offesi personalmente senza motivo. Perfino Cola Antonini, numero uno di grande valore che in più di una partita ha fatto la differenza, è finito bersaglio di Carullo. Solo il mio intervento ha evitato il peggio. Quello che più mi ha infastidito sono gli atteggiamenti avuti con gli altri dirigenti e le volgarità gratuite a loro rivolte.” Il numero uno del Paternopoli archivia la gestione Carullo ironizzando: “Dall’ultima esperienza mi sono convinto che dal prossimo settembre ingaggerò uno psicologo da integrare nello spogliatoio per premunirmi da eventuali esperienze simili all’ultima e regalerò a tutti i calciatori tesserati un libro di educazione civica.” A Paternopoli già si guarda avanti e nel frattempo è stato presentato il nuovo allenatore con cui si apre un libro nuovo.
Infine, il benvenuto al nuovo tecnico Pasquale Ruggiero: “In bocca lupo al nuovo allenatore, uomo di provato e certo valore tecnico, di elevato spessore umano e di alto profilo morale, che condurrà la squadra fino a fine stagione.”

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