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“Quando ti trovi in determinate situazioni, nate per giunta all’interno del rettangolo di gioco, dove si deve giocare al calcio e certo non intimidire gli avversari ed il direttore di gara, – conitnua – non puoi far altro che provare vergogna di appartenere ad un certo ambiente perché questo contesto non ha nulla a che vedere, anzi, è letteralmente in antitesi con i sani principi di cui noi siamo forieri. Dai vergognosi avvenimenti che si sono verificati sabato scorso, noi non solo prendiamo le distanze, ma contro la guerriglia ed il clima intimidatorio che ci hanno accolto abbiamo espresso il nostro forte grido di dissenso alle preposte Istituzioni affinché si facciano carico della responsabilità di tutelare chi, da anni, e senza fini di lucro, investe in maniera trasparente risorse e tempo nello sport, con la diligenza del buon padre di famiglia e l’etica comportamentale e morale di chi sta cercando di dare lustro, decoro ed alto senso di civiltà ad una collettività, perché rientra tra i nostri valori la continua dimostrazione di un comportamento corretto, sia in campo che fuori, nei confronti degli avversari e delle persone in generale, e siamo i primi ad allontanare coloro i quali, pur giocando con la nostra maglia, non mostrino la condivisione dei nostri principi e si comportino scorrettamente. Se entro dicembre la Federazione non darà un fattivo segno di accoglimento della nostra istanza affinché venga designata una terna arbitrale di esperienza ed in grado di arginare incresciosi fenomeni di violenza ed atti intimidatori, saremo risoluti nel ritirare la squadra dal campionato e non iscriverla al prossimo, nonché di svincolare gli attuali calciatori contrattualizzati, perché è davvero inaccettabile subire minacce ed essere malmenati dagli avversari in campo. Noi del Felice Scandone Montella siamo persone abituate a giocare correttamente, non certo a ricorrere a mezzucci di terz’ordine e ribadiamo con veemenza di non essere disposti a correre inutili rischi per la nostra incolumità in un ambito in cui si è frainteso lo scopo ultimo dell’attività agonistica”.