Grottaminarda – Il Direttivo Failms nell’esaminare e discutere il protocollo d’intesa tra Governo e parti sociali su “Previdenza, lavoro e competitività” del 23 luglio 2007, esprime in merito un giudizio complessivamente negativo e di contrarietà. “Dopo 15 anni di continue riforme sulle pensioni – si afferma in un comunicato – da Amato a Dini, arrivando a Prodi nel 2007, si è firmato il più brutto accordo possibile”. Lo scalone Maroni “è stato diluito e allungato, portando l’età pensionabile fino a 62 anni, peggiorando persino la contro riforma del governo di centro destra”. La cassa previdenziale “verrà gestita da una commissione governativa; i coefficienti di rendimento verranno calcolati ogni tre anni (anziché ogni 10 anni) sulla base di parametri come l’andamento demografico, il PIL, l’aspettativa di vita, gli obiettivi di rilancio del Governo. Se l’economia e il bilancio dello Stato andranno male i coefficienti pensionistici diminuiranno”. Lavoro: “Viene consolidato l’impianto della legge 30 e con essa tutta la legislazione che negli ultimi anni ha reso legale la precarietà del lavoro: si rafforza la possibilità per le aziende di mantenere i lavoratori con contratti a termine oltre i 36 mesi, rinnovabili di altri 36 con la sola assistenza di un sindacalista presso la Direzione Provinciale del Lavoro, senza obblighi di trasformarli a tempo indeterminato. Si migliora l’indennità di disoccupazione, ma non ci sarà più differenza tra la CIGO, la CIGS e la Mobilità; si riformano gli ammortizzatori sociali e si afferma la perdita della tutela nel caso in cui si rifiutasse un altro lavoro anche a 50 chilometri dal proprio posto di lavoro. Ai giovani precari che perdono il lavoro invece di garantire nuove possibilità occupazionali, gli si dà la possibilità di avere dei prestiti a tasso agevolato. Quei lavoratori che fanno lavori usuranti verranno esentati dallo scalone ma, non potranno andare in pensione più di 5000 all’anno, tre anni prima con almeno 58 anni d’età e 36 di contributi; però, se gli aventi diritto sono di più scatta una “lista di priorità”, ovvero una guerra tra poveri usurati”. Per tutti questi motivi il giudizio su un’intesa che “ha al centro più la dimensione della compatibilità economica che quella sociale”, è fortemente negativo e l’indicazione della FAILMS per chi vorrà partecipare alla consultazione non può essere che un no al protocollo di Prodi.