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“Eppure – si legge nella nota – c’è ancora chi sostiene che il fiume (o meglio l’ex-fiume, dato che stiamo parlando di un corso biologicamente morto da decenni) sia pericoloso per le inondazioni e non per il degrado ambientale: buon ultimo l’Assessore regionale Cosenza, di recente in visita di cortesia dalle nostre parti per convincerci che le vasche di laminazione sono cosa buona e giusta. Invitiamo i Sindaci di Montoro e Solofra ad essere un po’ meno diplomatici quando ricevono i rappresentati istituzionali e portare gli Assessori regionali sul fiume nei giorni di pioggia, a fare un giro per mostrare gli sfregi perpetrati negli anni a monte dei loro territori e lungo le rive, con edifici fatiscenti sul ciglio del fiume trasformati in ville o in mega-fabbricati residenziali dove si è costruito abusivamente e condonato alla grande, oppure a vedere in che condizioni sono gli argini, che in alcuni tratti sono inesistenti o ancora ad osservare il greto del torrente dove di è accumulato talmente tanto materiale inerte (e fanghi inquinanti) da innalzare il letto di vari metri, per cui non ci si può meravigliare che una pioggia un poco superiore alla norma provochi problemi di deflusso. Finiamola con le ipocrisie: la Regione Campania la smetta con i proclami pre-elettorali, abbandoni i mega progetti che alimentano solo il ciclo del cemento e del malaffare e destini subito agli interventi urgenti di risanamento e disinquinamento le risorse immediatamente disponibili. La salute dei cittadini non può aspettare, ed anche per questo continueremo con maggior impegno nella raccolta firme (che ha già raggiunto circa quota mille) per la richiesta di indagini epidemiologica sulla popolazione di Solofra e Montoro. Se loro non si stancano di inquinare, noi non ci stancheremo di denunciare e lottare”, conclude la nota di SeL.