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Ma due mesi di arresti domiciliari hanno pesato non poco sulla vita del cittadino di Monteforte vittima, come lui stesso si è definito, di episodi di natura speculativa.
L’uomo, infatti, era stato accusato di violenza sessuale ai danni di una sua ex allieva. Dopo la denuncia arrivarono altre accuse di molestie da parte di altre due alunne.
“Questa alunna – ha dichiarato – non l’ho neanche sfiorata. L’ho trattata come tutti gli altri studenti. Centinaia di loro sono in grado di testimoniarlo”.
Prive di un riscontro effettivo anche le accuse avanzate dalle altre ragazze implicate nella vicenda: “L’aver dato un pizzicotto sulla guancia o aver accarezzato i capelli sono stati interpretati, da chi dirigeva le indagini, come fatti di violenza privata perchè contro al volontà delle ragazze. Una delle tre aveva addirittura asserito che le avevo palpeggiato il sedere. Quando poi è stata ascoltata dal Gip, in sede di incidente probatorio, ha negato questa circostanza. Il giudice, quindi, ha subito revocato la misura cautelare”.
Provato e amareggiato, il professore ha dichiarato di essersi sentito “… vittima di una grandissima e intollerabile ingiustizia. Una persona che sa di essere innocente soffre molto più di chi sa di essere colpevole e di dover fare i conti con la giustizia. Sono stato agli arresti domiciliari senza motivo. E’ stata una situazione assolutamente inspiegabile, anomala, fuori da ogni regola. Nonostante tutto, nutro piena fiducia nella giustizia e non temo nessun tipo di processo”.