Probabilmente l’effervescenza che si appresta a far ribollire dal prossimo mese di ottobre il magnifico aglianico di Taurasi nei tini già pronti, fa già ribollire anche gli animi dei politici del “Paese del vino” più conosciuto d’Italia. E’ singolare ed inusuale infatti, ed è la prima volta nei nostri quieti paesi, (che si svegliano per le amministrative solo un paio di mesi prima delle campagne elettorali), che otto mesi prima dell’evento, infatti a Taurasi come nella più parte d’Italia, le elezioni comunali si terranno a maggio del 2014, già una compagine elettorale si schieri apertamente con un manifesto apparso sabato scorso sugli spazi pubblici del paese. E questa volta a scendere direttamente in campo, il firmatario del manifesto, a metterci la faccia, è l’eclettico Avv. Raffaele Cappuccio che oltre ad essere Taurasino “d.o.c.g.” può vantare, in virtù della doppia cittadinanza italocanadese, dell’amicizia personale oltre che di personaggi illustri della scienza, delle arti e delle istituzioni Italiane, anche di altrettanti Canadesi come il Sindaco di Niagara falls, la regione paragonata alla California, in quanto a produzione di vini in Canada, con la quale ha promesso il gemellaggio. Ed a proposito di gemellaggio, l’ineffabile Cavaliere della Reppubblica Cappuccio (che all’epoca della guerra contro l’Iraq issò la bandiera americana sopra la sua villa di statue -unica e di stile indicibile che non ne trovi un’altra nel mondo- per far capire da quale parte stava) si gloria di presentare (a 50 anni) al mondo la sua prossima doppia paternità (infatti la giovane moglie è in attesa di due gemelli) sostenendo che la sua sarà una politica di ricrescita del suo “Comune” in tutti i sensi (basta con le famiglie monofiglio) incentivando nuove nascite con nuovi premi e sovvenzioni allo scopo di far ricordare ai futuri suoi compaesani la sua auspicata prossima amministrazione anche ai nuovi nati come la compagine che ha fatto diventare realtà il sogno di dare al piccolo paesello Taurasi la meritata onoreficenza di “Città di Taurasi”, (infatti così si chiamerà la sua lista) in riconoscimento postumo ai tanti contadini -come suo padre- che, cominciando con l’aratro e con le mucche a dissodare una terra aspra, e con la cosidetta “pompa” sopra le spalle azionata dall’uomo a mano, hanno iniziato il percorso che ha condotto oggi a poter glorificarsi dell’onorificenza: “vino Taurasi doc.g.” Sono semplicemente encomiabili queste buone intenzioni, questo entusiasmo, questa vitalità, soprattutto in questi momenti di crisi, di paura del futuro, significa voler ridare speranza alle famiglie, ai giovani, ai senza lavoro. Allora non possono che essere di vittoria gli auguri che la redazione del Mattino porge a questo indomito Cavaliere a cui lo spirto guerrier sempre gli rugge, questo contadino che ama la sua Irpinia, prestato ai codici ed alla politica ma coi piedi sempre piantati su quella “terra” che da da mangiare a tutti noi.-