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Premio “Borgo Terminio Cervialto”: consegnate le tre borse di studio

Montella – “Castelvetere, armonia tra passato e presente”, “Saperi e sapori nella Valle del Dragone” e “I falò di San Giuseppe”: sono i tre elaborati che si sono aggiudicati le tre borse di studio messe in palio dalla Comunità Montana Terminio Cervialto guidata da Nicola Di Iorio nell’ambito del concorso-evento “Premio Borgo Terminio Cervialto”.
A vincere il primo premio è stata la classe Terza della scuola secondaria di primo grado di Castelvetere sul Calore, sezione staccata dell’Istituto comprensivo “Annibale Fusco” di Montemarano, mentre il secondo premio è andato agli alunni del corso B (classe prima, classe seconda e classe terza) della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo “Di Meo” di Volturara Irpina, e il terzo premio agli alunni delle classi Prima e Seconda dell’Istituto comprensivo di Calabritto.
Il Premio “Borgo Terminio Cervialto” si poneva l’obiettivo di riscoprire e valorizzare l’enorme patrimonio culturale e antropologico di cui l’Irpinia può far vanto. Numerosi gli istituti che hanno preso parte all’iniziativa: “Annibale Fusco” di Montemarano, l’Istituto comprensivo di Calabritto e Senerchia, “Di Prisco” di Fontanarosa, “Fiorentino Sullo” di Paternopoli, “Tentindo” di Chiusano San Domenico, “Alessandro Di Meo” di Volturara Irpina e “Caggiano” di Taurasi.
Nella suggestiva sede di villa De Marco a Montella, alla presenza di numerosi dirigenti scolastici e amministratori, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso che ha fatto registrare numerose adesioni. Interessanti e significativi i lavori presentati da tutti gli istituti che hanno deciso di prendere parte all’iniziativa promossa per la prima volta dalla Comunità Montana Terminio Cervialto.
La cerimonia è stata aperta dal vicepresidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Antonio Prudente: “Un appuntamento importante – ha affermato – che consolida il rapporto tra scuola e territorio, un binomio nel quale questa Comunità Montana crede molto. In questa direzione si inserisce anche la recente inaugurazione del Centro di Biodiversità di Nusco, una struttura che nasce proprio per le scuole. Questo Premio vuole essere un momento di formazione e di conoscenza del territorio e i lavori presentati si caratterizzano per la elevata qualità della ricerca e questo ci conferma la bontà dell’iniziativa”. A seguire è intervenuto l’assessore della Comunità Montana Giustino Raimato, che ha sottolineato come la Comunità Montana Terminio Cervialto sia da tempo impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e antropologico del territorio. “Fondamentale è il coinvolgimento delle giovani generazioni con iniziative come questa, in cui gli studenti hanno potuto approfondire tanti e variegati aspetti legati al mondo delle tradizioni, della cultura popolare, del folklore e degli stili di vita del territorio della Terminio Cervialto”.
Riccardo Cianciulli dell’Ufficio Scolastico provinciale, in rappresenta del Provveditore Rosa Grano, ha elogiato l’iniziativa annunciando la volontà dell’Ufficio Scolastico di avviare una proficua collaborazione anche su altre iniziative rivolte agli studenti. Valentina Martone, chef del ristorante “Megaron” di Paternopoli, si è soffermata sull’importanza della conoscenza delle produzioni tipiche da parte dei giovani: “L’Irpinia vanta ottimi prodotti dell’agricoltura che rappresentano un biglietto da visita in tutto il mondo. L’Irpinia è terra dove si può mangiare sano e dove i bambini possono imparare a mangiare sano”.
A chiudere i lavori è stato Giuliano Minichiello, docente di Pedagogia Generale presso il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno. “Quando oggi sento dire “addio comunità montane” – ha affermato Minichiello – avverto una sensazione di istintiva contrarietà proprio rispetto alla Terminio Cervialto, a cui voglio esprimere tutto il mio apprezzamento per questa e per altre iniziative che porta avanti. Debbo complimentarmi con le scuole per i lavori e per l’impegno che hanno profuso per la loro realizzazione, in cui viene fuori l’intreccio di appartenenze che riguarda ognuno di noi. Facciamo parte dell’Irpinia, una comunità che ho sempre apprezzato. Quello che siamo lo siamo innanzitutto perché siamo irpini; l’essere ciò che siamo dipende cioè da quello che è il territorio al quale apparteniamo e dalle tradizioni che riempiono il territorio di caratteri culturali. Rispetto a questo intreccio dobbiamo porci il problema della conoscenza del territorio quale fatto geografico, fisico, culturale e gastronomico. Conoscere un territorio significa dare vita a due operazioni: la prima è quella della scoperta, che è anche un atto creativo. Il territorio, cioè, lo inventate voi nel momento in cui lo identificate. La seconda attività connessa alla conoscenza del territorio è la sua salvaguardia, che non è però una mera contemplazione. Vanno evitati due rischi: innanzitutto quello dell’oblio e poi quello del tradimento. Molto spesso nell’intento di tutelare un patrimonio culturale, ci si trova ad inventarlo del tutto. Tutto questo ci porta a dire che il territorio va valorizzato; solo così potremo aiutare i nostri giovani a crescere e non dover scappare più via”.

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