
Benevento – Una nota dell’ex deputato Erminia Mazzoni inviata al ministro Renato Brunetta affinchè ripensi il provvedimento sul precariato valutando se sia giusto “…..utilizzare uno strumento di giustizia sommario che colpisce sicuramente i più deboli per sanzionare un comportamento messo in atto dal potere?”. La Mazzoni esprime la ” forte perplessità in merito alle previsioni contenute nell’art. 37 bis dell’A.C. 1441 quater, sul precariato”. Nella missiva, la deupata sannita ricorda ” che l’aggiramento della previsione dell’art. 97 della Costituzione più volte operato mi ha sempre trovata contraria e mi ha impegnata in “contese” parlamentari, che, in poche occasioni, mi hanno vista vittoriosa a causa della lobby bipartisan che sosteneva tali operazioni.La questione, oggi, pone però un interrogativo che impegna le coscienze di ciascuno di noi. Non sono forse i “precari” il frutto della graduale precarizzazione del nostro sistema e dell’indebolimento dei ruoli di guida dei processi? Allora mi chiedo e Le chiedo, è giusto utilizzare uno strumento di giustizia sommario che colpisce sicuramente i più deboli per sanzionare un comportamento messo in atto dal potere? Comprendo la difficoltà, ma la invito a valutare l’opportunità, come prescrive il principio di certezza del diritto, di provvedere per l’avvenire e di predisporre per il pregresso meccanismi seri di verifica di professionalità dai quali far discendere la permanenza o meno al lavoro dei tanti che meritano e che hanno avuto il solo torto di adeguarsi alle regole imposte, preservando in tal modo anche le professionalità e le competenze acquisite”. La nota prosegue evidenziando che, “il rinvio proposto con l’ultimo emendamento presentato non affronta la questione; la sposta semplicemente in avanti.Valga considerare che la perdita del lavoro è già di per sé danno grave, ma ad essa si deve accompagnare la valutazione delle inevitabili conseguenze del venir meno dei presupposti sui quali ciascuno, comprensibilmente, aveva fondato la propria organizzazione di vita”. Infine aggiunge la Mazzoni, ” aggiungo un’ultima considerazione “di parte” (!!!) : in Campania tutti i governanti, passati e presenti, hanno indicato la ricerca come nuovo orizzonte di investimento e di sviluppo occupazionale. Con la Sua norma, cancella lavoro ed orizzonti, non risparmiando gli istituti di ricerca.Continui con la Sua opera di risanamento, ma non produca ferite nuove!”