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La decisione, presa congiuntamente alle RSU, scaturisce dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale del capoluogo, che “pur avendo manifestato la volontà di portare a conclusione il percorso di stabilizzazione – riferiscono i segretari provinciali di categoria, Luigi Mauro, Antonio Santacroce ed Ugo Petretta – mette in atto provvedimenti che preoccupano i lavoratori ed i sindacati e che vanno nel verso opposto della stabilizzazione prefigurata”.
All’indice delle organizzazioni di categoria, la definizione di numerose short list per l’utilizzo di personale esterno.
I sindacati, inoltre, sottolineano che la vicenda va avanti da lungo tempo: “Già nel 2008 e in successive delibere di giunta, si prefigurava la possibilità di giungere ad una stabilizzazione dei precari in forza al comune – spiegano i segretari provinciali – tanto che l’amministrazione, nel piano triennale dei fabbisogni indicava una riserva pari all’85% per i collaboratori (Co.Co.Co) che avessero maturato i requisiti. Successivamente l’amministrazione ha ribadito in più occasioni la volontà di procedere alla stabilizzazione anche con l’emanazione di un bando per “Selezione pubblica, per titoli ed esami,- per l’assunzione a tempo determinato part-time per anni 3” finalizzato alla stabilizzazione del personale precario. Purtroppo – osservano Cgil, Cisl e Uil la volontà dell’amministrazione è rimasta tale e mancano azioni concrete”. Nel corso dell’assemblea di ieri tenutasi al comune, è stato, dunque, stabilito l’avvio dello stato di agitazione accompagnato dalla richiesta di un incontro al sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, , al fine di definire gli atti da mettere in essere per stabilizzare i lavoratori precari a tempo determinato.