Prc – Imbriano: “Costruiamo una sinistra per cambiare il mondo”

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Riceviamo e pubblichiamo la missiva di Gennaro Imbriano, segretario provinciale del Prc.

“La mobilitazione studentesca di questi giorni è il tentativo importante e prezioso di difendere il diritto allo studio nel nostro Paese. È una pacifica, creativa, colorata resistenza a chi vorrebbe manomettere quelle fabbriche di democrazia che sono la scuola e l’università pubblica. È assolutamente giusto, dunque, per questi ragazzi stare insieme, senza alcuna pretesa egemonica ma in un’avventura entusiasmante quanto necessaria.
L’Onda è ormai alta e forte, è cresciuta improvvisamente tanto da divenire maggioritaria nella società, fino a suscitare l’attenzione di Cossiga, delle forze dell’Ordine, di Maroni. Così imponente da cambiare l’agenda politica di queste settimane: non è un caso che nelle ultime ore, lo stesso Berlusconi abbia dovuto frenare sulla “riforma dell’Università”.
Ma credo che non ci si possa limitare a osservare la cresta dell’Onda, si deve guardare più in fondo per provare a capire davvero. Si deve osservare in profondità questo mare di ragazzi e ragazze che fino a ieri pensavamo incollati alla playstation e ai reality. Una generazione che si ribella perché vive immersa nella precarietà, una generazione a cui hanno rubato il futuro, giovani che vivono in un infinito e frantumato presente. Loro hanno capito che la sicurezza del proprio domani ha a che fare con un lavoro che non arriva mai, con un conto in banca e un serbatoio che sono a “rosso fisso”.
L’Italia non è un paese per giovani: titola così l’ultima copertina dell’Espresso in edicola. E l’Irpinia è altrettanto anomala: è da decenni che continuano a fronteggiarsi le stesse facce mentre alle giovani generazioni viene offerta la prospettiva dell’emigrazione.
Non a caso abbiamo detto, più volte, che in Irpinia, il centro-sinistra deve essere non solo un’alternativa alle destre ma anche alla vecchia politica. È una sfida difficile e non ce lo nascondiamo. Anche per questo sarà necessario costruire, con urgenza, una nuova sinistra. Una sinistra che sappia leggere i fenomeni sociali e stare nei movimenti. Una sinistra che non si limita all’enunciazione della propria identità e dei propri “no”, ma che prova a cambiare il mondo”.

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