
Avellino – “Oggi Rifondazione Comunista va al Congresso Nazionale e lo fa dividendosi su cinque mozioni, cinque angolazioni della stessa posa: ‘come salvare Rifondazione Comunista’. Sarebbe bastato sottoporre all’attenzione dei compagni due mozioni chiare e definite, una che ponesse la questione, sempre e comunque, dell’esistenza di una forza comunista e di massa in Italia, ed una ‘liquidazionista’ che dicesse che il cammino di Rifondazione Comunista finisce oggi, per procedere alla costruzione, vedi Sinistra arcobaleno, di un nuovo partito genericamente di sinistra e satellite del PD”. Questo il punto di vista di Carmine Cogliano, Coordinatore Provinciale Area Critica Comunista della Federazione Provinciale Prc. “Si è preferito confondere ancora una volta – aggiunge – nonostante la mazzata elettorale che obbligava il nostro partito a scelte chiare, il popolo di Rifondazione Comunista costruendo cinque opzioni di cui due, la mozione che porta il nome di Manifesto per la Rifondazione (Vendola, Giordano, Bertinotti) e quella che si titola Rifondazione Comunista in Movimento (Ferrero, Grassi, Mantovani), in sostanza usano la stessa formula anche se con tempi diversi. La Mozione 1 parla di un processo ‘federato’ a sinistra, non si capisce con chi, chiudendo di fatto l’esperienza politica di Rifondazione Comunista e la mozione 2 che pone da subito la necessità di una costituente di sinistra, tra queste due si pone la numero tre, la mozione ‘dei cento circoli’, quella che ho controfirmato e che dice di ‘rifondare un partito comunista, l’opposizione ed il conflitto sociale'”.
E se questo è il quadro nazionale, a suscitare la perplessità di Cogliano è anche il ‘mercato delle tessere’, con particolare riferimento al contesto locale. “Anche da noi – avverte – arrivano i nuovi tesserati. Le ‘truppe cammellate’ pronte a salvare un partito in agonia. La nostra Federazione conta 710 iscritti ma già si parla di decine di nuovi ingressi ed io credo che alla fine del congresso si arriverà a cifre molto più alte. Entrano nei circoli della provincia in massa, li troviamo ad Atripalda e Pratola Serra, come a Lacedonia, a Bagnoli Irpino come S. Angelo dei Lombardi ed in ultimo Avellino dove 20 nuovi iscritti, con a capo Generoso Bruno, bussano alla porta del circolo. Noi crediamo che la rinascita-ricostruzione-rifondazione del Prc, il quale si pone ad essere riferimento, intangibile e duraturo delle classi sociali ‘torturate’ da questo governo, da questa società iperliberista e capitalistica, non debba passare – conclude – attraverso ‘il mercato delle tessere’, ma attraverso una discussione politica sulle opzioni in campo in questo congresso, siano esse giuste o sbagliate”.