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“Come sempre – spiega – siamo al fianco di quanti lottano, portando la nostra solidarietà con proposte che guardano gli interessi di chi soffre, convinti, che questo il momento di unificare le lotte, rivendicare con determinazione che la crisi irpina diventi “caso nazionale” proiettato in una rinnovata questione meridionale. E’ necessario concretizzare una nuova solidarietà di classe, per far uscire dalla marginalità chi la crisi non l’ provocata, ed indispensabile per abbattere il terribile muro dell’indifferenza diffusa che alimenta rassegnazione e guerra tra deboli.
La nostra provincia ha bisogno di un diverso modello di sviluppo, eco compatibile, che crei occupazione vera, valorizzi le risorse ambientali ed umane di cui disponiamo e, rimetta al centro un rapporto democratico tra uomo e uomo, uomo e natura, uomo e lavoro”.