
Avellino – L’Area Critica Comunista deplora con determinazione la realtà politica del PRC nella zona del Baianese/Vallo Lauro dove si assiste alla sconsiderata realtà di un Circolo PRC Mandamentale come quello attuale che in maniera spropositata e fuori da qualsiasi logica statutaria assogetta a se una infinità di Comuni (sei nel baianese e sette nel Vallo di Lauro). Lo afferma Carmine Cogliano, segretario provinciale dell’area critica Prc. “In questa area dell’Irpinia in continuo movimento socio-politico un Segretario di Circolo, Andrea Canonico, si arroga il diritto di essere l’unico titolato a intervenire su tutti e su tutto. Riteniamo questa pratica politica, attuata dal segretario del circolo “Antonio Gramsci”, fuori da qualsiasi etica o prassi di democrazia interna al nostro partito Ricordiamo a tale proposito che lo statuto del PRC recita nella sua parte iniziale:” Il Partito della Rifondazione Comunista rigetta così ogni concezione autoritaria e burocratica, stalinista o d’altra matrice, del socialismo e ogni concezione e ogni pratica di relazioni od organizzativa interna al partito di stampo gerarchico e plebiscitario.” Dalla lettura di questa parte dello statuto scaturiscono le nostre considerazioni non certo positive in merito alla volontá “autoritaria e stalinista” (ribadiamo lo dice lo statuto e non certo noi) di Canonico a voler oltremodo essere il “tutor” unico di questa vasta area geografica della nostra irpinia. Pertanto auspichiamo un percorso di apertura alla volontá dichiarata di alcuni compagni del mandamento di intraprendere cammino di criticita nei confronti di questa pessima costumanza che vede ormai da anni il segretario del circolo pretendere dai compagni “una sorta di ossequianzia totale alla sua volontà”. Consideriamo altrettanto necessaria la necessità del maggior radicamento possibile, nelle diverse realtà della zona, del maggior numero di circoli, siano essi di Sirignano di Avella come di Lauro. Ci associamo alla volontá di compagni come Benedetto Colucci ed altri i quali vogliono intraprendere un percorso di autonomia mettendosi in discussione in prima persona. Non bisogna muovere eccezioni (fosse nient’altro che per una questione di democrazia e di pluralità) da parte di chicchessia alla maggiore presenza sul territorio di quanti più circoli possibili. Lo Statuto del PRC non frappone alcun ostacolo alla nascita di più circoli nello stesso mandamento e non può essere in alcun modo il segretario del circolo esistente ne’ tantomeno la segreteria provinciale o quella regionale (come accadde in merito alla richiesta fatta lo scorso inverno dal compagno Maietta ed altri 19 compagni a cui fu frapposto il “niet” della segreteria provinciale e regionale del PRC) a decidere della nascita o meno di un nuovo circolo considerando che l’unico organo preposto a tale compito è e resta,come da statuto, il comitato politico provinciale. L’Area Critica Comunista, in barba a chi, all’interno del partito,credeva fosse morte sotto le sue stesse macerie, al contrario si espande e si rivitalizza (vedi compagni del mandamento BaianoVallo lauro) nutrendosi della essenza comunista ormai disattesa da buona parte del PRC irpino in nome del proggeto distruttivo attuato da chi, mosso dalla corsa alle istituzioni, sta svendendo la nostra identità di “rivoluzionari” e di “comunisti”. Noi restiamo fermamente ancorati alle nostre radici come alla nostra “missione” del cambiamento dell’esistente e su questo daremo battaglia nella prossima fase congressuale verso tutti quelli che vogliono mettere in soffitta “la falce e martello” per un percorso rivolto al compatibilismo di classe per arrivare alla costruzione di un partito con una blanda matrice di sinistra solo per darsi una connotazione “riformista” nello spazio lasciato vuoto a destra della sinistra dai DS”.