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Pratola Serra, inizia kermesse associazione Agorà

L’Associazione socio-culturale «Agorà» comunica che domenica 21 luglio alle ore 19.30 nella corte interna della sede associativa in Via Vittorio Emanuele a Pratola Serra avrà inizio la kermesse estiva “Scrittori e poeti sotto le stelle – Parole, suoni e storie per vivere altre storie”, incontri con autori affermati ed emergenti che proporranno le loro opere confrontandosi con il pubblico. Primo appuntamento con il romanzo “La ianara” di Licia Giaquinto, edito da Adelphi. A presentare l’autrice sarà la giornalista e poetessa Antonietta Gnerre. L’incontro si svilupperà attraverso la lettura di alcuni brani del romanzo, curata da Antonia Angiuoni e accompagnata dalla musica di Armando Marano. A seguire il dialogo fra l’autrice e il giornalista e scrittore Crescenzo Fabrizio, con brevi interviste di Antonella Sozio e Gianluigi Santoro. Concluderà la serata un buffet nella sede dell’associazione. Licia Giaquinto è nata in Irpinia, dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Laureata in lingue, si è trasferita a Parigi, dove ha vissuto facendo diversi lavori. Oggi vive fra Bologna ed Amalfi.  Ha scritto poesie, testi teatrali, ha pubblicato racconti in diverse antologie e i romanzi : “ Fa così anche il lupo” Feltrinelli, 1993;  “ E’ successo così”  Teoria 2000 ; “ Cuore di Nebbia”  Flaccovio, 2007. Il 21 aprile 2010 è uscito il suo ultimo capolavoro “ La ianara” Adelphi.  Una scrittrice che  affascina con un linguaggio che avvolge il lettore in una magia cromatica.  I suoi scritti sono abitati dall’alba al crepuscolo  da storie che sembrano annunciarsi da sole oltre il bianco delle pagine. Con intuizioni letterarie Licia Giaquinto elabora e approfondisce un mondo che sembra, inesorabilmente, destinato a scomparire. Con una sensibilità straordinaria, ritrova nella rilettura del suo passato un’esauribile risorsa, per alimentarsi, ispirarsi e produrre. Il romanzo di Licia Giaquinto è un organismo vivente che concresce su se stesso. Questa personale impressione viene suffragata dalle parole dell’autrice che in un’intervista rilasciata a Antonietta Gnerre dichiara: “Avevo in mente una cantina di un palazzo abbandonato e circondato da ettari di terreno e boschi incolti. E sentivo odore di tannino e di morte. Poi il palazzo ha avuto un suo abitante folle, il conte. Da lì è partito il romanzo, col racconto del conte. Adelina, la ianara protagonista, è venuta solo dopo. In ogni caso mentre procedevo nella scrittura, il ricchissimo mondo che mi aveva nutrita da bambina, è venuto fuori in modo prepotente e naturale, come germogli della corteccia di un albero”.

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