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Pratola – Don Fabio presenta la ‘Passione di Cristo’

Pratola Serra – “Le immagini raggiungono il cuore prima delle parole. Rappresentare la Passione di nostro Signore Gesù Cristo, le sue sofferenze terrene e la sua resurrezione attraverso un´opera teatrale è un momento da condividere tutti insieme. Le espressioni del viso, i gesti, i movimenti del corpo di ogni singolo attore o figurante che sia, associate alle frasi attinte dal Vangelo rendono l´idea ed il senso di questa Settimana Santa”. Così il parroco della comunità di Pratola Serra, Don Fabio Mauriello, nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Pratola commenta la rappresentazione teatrale della “Passione, morte e resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo” che la Compagnia teatrale “Carmine Marano” proporrà alla cittadinanza dall’ 1 al 4 aprile.
“Vista ed udito si intrecciano in uno spettacolo teatrale che – continua Don Fabio – precipita nella riflessione e nel senso di vuoto che le scene di sangue e di dolore evocano in noi”. E sullo slogan “Una risposta irpina al Codice da Vinci”, Don Fabio precisa: “Non lo definirei slogan. E´ semplicemente la sintesi di tutta l´opera e dell´idea dell´autore di dividere il copione in un prologo e dieci atti. Si tratta, però, di una risposta cattolica al Codice da Vinci, non irpina. Il Codice da Vinci che ha messo in discussione alcuni dei passaggi fondamentali della vita di Cristo, legati soprattutto alla Passione, come l´ultima cena, la resurrezione di Cristo, la presenza della Maddalena nell´ultima cena. Insomma un vero e proprio attacco alla Chiesa. Io ho avuto modo di leggere il copione, non c´è nulla di blasfemo in quello scritto voluto dall´autore, non ci sono forzature, tutto prende spunto dai vangeli di Luca, Giacomo Giovanni e Matteo, nulla di apocrifo. E´ logico che tutto quello che è scritto, come si vedrà dal prologo filmato, è reale ma non vero”.
La Passione e morte di nostro signore Gesù Cristo è un fatto storico talmente sconvolgente e importante nella storia della civiltà umana e nella vita di ogni cristiano che non è da farne meraviglia che la lettura e la meditazione della Passione abbiano in ogni angolo della terra impressionato profondamente quanti si sono accostati al racconto evangelico per conoscere la storia dell’amore crocifisso, e per nutrire di vitali pensieri e sentimenti l’anima e il cuore. E´ proprio dalla fede e dalla sensibilità umana nei confronti delle sofferenze di nostro Signore che la Compagnia teatrale “Carmine Marano” si ripresenta sul palcoscenico dopo dieci anni di assenza. Anche il primo cittadino di Pratola Antonio Aufiero commenta positivamente il ritorno sulla scena della Compagnia: “Dopo dieci anni dall´ultima realizzazione della passione con grande piacere ed entusiasmo a nome dell´intera amministrazione apprezzo questa iniziativa portata avanti dal carissimo amico Crescenzo Fabrizio regista ed anima di questa Compagnia al quale ho riconosciuto il grande merito di aver aggregato cento persone, di età differenti, si parla di ben tre generazioni a confronto, alcuni dei quali parte integrante della Compagnia Getsemani di Carmine Marano (a cui è dedicata la Compagnia attuale) tra interpreti, figuranti ed attori”.

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