![]()
Consigliere, come si sta preparando il paese alla prossima svolta elettorale?
“In realtà la pausa di riflessione durerà almeno fino alla comunicazione ufficiale della data in cui si terranno le competizioni elettorali: poi vedremo la politica dove ci guiderà. Per ora c’è un agitarsi, ma credo che siano più che altro punture di spilli”.
Dunque ancora nulla di concreto: ma su cosa si concentrerà la riflessione?
“Per ora la questione è di predisporre e bilanciare bene il da farsi per riportare il paese al suo ruolo. Oggi bisogna pensare di proporsi e di proporre solo il meglio”.
Sarà importante anche puntare al ‘rinnovamento’?
“Certo, se si intende per rinnovamento non un fatto generazionale, ma la capacità di evolvere il proprio pensiero sulla scia delle nuove problematiche. Gli uomini sono conseguenti alla scelta progettuale. Bisogna poi, senza steccati, tener conto delle intelligenze emergenti e saperle utilizzare”. Dunque, priorità agli obiettivi e al programma, poi vengono ‘gli uomini’.
“Realizzare la progettazione delle necessità e delle richieste del territorio è il compito cui attendere. Candidarsi senza questi presupposti sarebbe offensivo. Il tutto con coerenza, affidabilità, efficienza. Il nostro presupposto è quello di ritrovare il gusto di riportare la politica al centro dell’azione amministrativa. Guidati dalla politica e dalle necessarie competenze riusciremo a formare la squadra”.
Quale sarà il futuro de La Torre?
“La Torre è un modo di essere, di porsi, di comportarsi, di approcciare la gente. Credo non abbia esaurito la sua spinta propulsiva per proporsi ancora”. (di Antonietta Miceli)