Irpinianews.it

Pozzuoli – Catturato O’ Giaguaro dopo 7 mesi di latitanza

Napoli – Aveva da poco finito di gustare i sapori dei prelibati piatti della cucina partenopea in un noto ristorante in Via Campana a Pozzuoli quando, appena salito in una Mercedes classe A, ai suoi polsi sono scattate le manette. E’ finita alle 16 circa la sua latitanza durata sette mesi: ‘ospite’ della Casa Circondariale di Poggioreale O’ Giaguaro. Sono stati gli Agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Benevento, in collaborazione con la Mobile di Napoli e la Dia, ad aver tratto in arresto Gennaro Pagnozzi classe 1939 ritenuto capo dell’omonimo Clan camorristico. Al momento del blitz Pagnozzi era in compagnia di un pregiudicato partenopeo: il 44enne, che successivamente è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di favoreggiamento, si trovava alla guida della Mercedes. Secondo quanto avrebbero dichiarato gli inquirenti, il boss avrebbe mostrato agli Agenti documenti di riconoscimento con false generalità. Un escamotage che non è servito a depistare la Mobile e, quindi, il capo del Clan non ha potuto fare altro che non opporre resistenza e farsi ammanettare. Accompagnato in Questura, gli inquirenti hanno proceduto all’espletamento delle procedure di rito: a suo carico una delle otto ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Gaetano Di Giuro, su richiesta del Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia Maria Antonietta Troncone, nell’ambito di un’indagine dei Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento e della Compagnia di Montesarchio su una serie di episodi di usura ed estorsione consumati in Valle Caudina. Gennaro Pagnozzi era ricercato dall’epoca dell’operazione “Caudium”: era il 23 giugno scorso quando furono tratti in arresto quattro affiliati al Clan ed altri avevano fatto perdere le loro tracce:tra queste proprio O’ Giaguaro accusato di tre episodi di usura ai danni di commercianti. E proprio da quel 23 giugno 2005 era iniziata la sua latitanza. Sette lunghi mesi di investigazioni. Un’intensa attività info-investigativa nella quale si è rivelato fondamentale l’esame dei tabulati del traffico telefonico sia di rete fissa che mobile per intercettare il luogo dove, presumibilmente poteva aver trovato rifugio ma anche la ricostruzione dei movimenti, i pedinamenti e gli appostamenti. Sette lunghi mesi di certosino lavoro e di pazienza. Sette mesi di intensa attività oggi premiati con la cattura. (E.Bolino)

Exit mobile version