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Ai lavori hanno preso parte Mons. Francesco Marino, vescovo di Avellino, Mons. Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare, il prof. Luigi Bruni dell’Università di Milano Bicocca e Carlo Mele della Caritas diocesana di Avellino.
Una riflessione che ha visto anche la partecipazione nell’auditorium di numerosi esponenti della società civile, politica e militare della provincia.
I NUMERI – Emblematici i numeri emersi dal report sulla povertà nella Diocesi di Avellino. Considerando solo i primi sette mesi del 2010, si evince che il numero delle persone che ha chiesto aiuto al Centro Zaccheo della Caritas Diocesana (436 persone) è stato già di gran lunga superiore al corrispettivo di tutto il 2009 (meno di 400). Provengono per la maggiore dalla città capoluogo ma anche da Atripalda, Mirabella Eclano, Monteforte Irpino e Capriglia Irpina.
In totale, il bacino di utenza interessato è stato di circa 1400 persone, un numero, si è detto, in aumento rispetto agli anni precedenti. Ma non è tutto. Nel primi 7 mesi dell’anno, circa 500 sono stati gli stranieri che si sono recati al Centro Babele, la stragrande maggioranza provenienti dall’Europa dell’Est. La mensa-dormitorio di via Morelli e Silvati ha distribuito oltre 12mila pasti diurni e ha offerto un posto per dormire la notte a circa 1700 persone. Ben 151 persone, inoltre, hanno usufruito del posto letto per 7 giorni consecutivi.
L’APPELLO – “L’impegno in favore dei fratelli poveri – ha riferito Mons. Marino – sia permanente. Oggi in continuità con il Congresso Eucaristico diocesano, lanciamo l’appello a tutti gli ambiti della società, per una lotta pacifica che nasce dalla fede e che sia di risposta ai bisogni dell’uomo”.