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“Il comportamento di molte parti delle zone terremotate dell’Abruzzo – ha detto Borghezio circa la reazione dei veneti e abruzzesi di fronte ai drammi dell’alluvione e del terremoto – è stato singolare: abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate. Eccezioni ci sono dappertutto, ma complessivamente è stata un po’ una riedizione rivista e corretta dell’Irpinia. Prevale sempre l’attesa degli aiuti, non ci sono importanti iniziative autonome di ripresa. Si attende sempre – ha aggiunto – che arrivi qualcosa dall’alto, nonostante dall’alto arrivi molto. Mi domando quale sarebbe stata la reazione degli abruzzesi – ha concluso – nei confronti di un comportamento ‘risparmioso’ da parte dello Stato, con l’invio di aiuti a gocce come è per i veneti; questo fa solo aumentare il senso di disaffezione dei veneti verso lo Stato centralista, credo che siamo ormai giunti a un punto di rottura”.
Più tardi è arrivata una precisazione dello stesso Borghezio, all’Ansa, che ha cercato di fare goffamente marcia indietro: “Non era razzismo, ce l’ho con il Sud ‘piagnone'”, ha dichiarato.