Picchiato selvaggiamente portiere di notte in uno degli hotel di maggior prestigio a Mercogliano. A viale San Modestino l’episodio poteva trasformarsi in tragedia. Nella hall dell’albergo c’erano macchie di sangue dappertutto. La violenza inaudita di due giovanissimi si è scaricata sul 36enne di Avellino che si era opposto alla rapina a mano armata. Nella colluttazione il portiere ha avuto la peggio, riuscendo a rimanere lucido, tanto da avere anche la forza per chiamare i soccorsi. Giunti sul posto i Carabinieri hanno dovuto assistere a una scena agghiacciante: il portiere notturno perdeva abbondantemente sangue dall’orecchio e dal capo. Nonostante lo shock, l’uomo è riuscito a riferire ai carabinieri che pochi istanti prima, un giovane col volto parzialmente travisato da uno scalda-collo e con una pistola in pugno, s’era introdotto all’interno dell’albergo, intimandogli di consegnargli tutti il denaro che aveva in cassa. Il portiere, però, forse nel tentativo di opporsi al ragazzo, ne aveva suscitato le ire nervose, tanto da rimediare un colpo con il calcio della pistola al capo, tra l’altro inferto con una violenza inaudita. Fatto ciò, il giovane rapinatore era riuscito ad impossessarsi del denaro in cassa, per oltre 800 euro, e a fuggire a piedi lungo le vie limitrofe. Dopo riferito l’accaduto ai carabinieri, l’uomo è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, dove i medici l’hanno dovuto suturare con vari punti all’orecchio e al capo, trattenendolo in ricovero presso quell’UOC di otorinolaringoiatria con una prognosi iniziale di 30 giorni. Immediate le attività d’indagine avviate dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Avellino e dalla Stazione di Mercogliano che, dopo poco, hanno ricostruito il tutto. I due giovani di 15 e 17 anni entrambi di Scampia non hanno un trascorso proprio limpido: il 15enne è figlio di un boss latitante dei casalesi, la madre ha precedenti per droga, e vive in una comunità educativa di Mercogliano dopo esser stato sorpreso in flagranza di 2 rapine di rolex. Il 17enne, invece, ha al suo attivo ben 12 rapine in banca (12 sono chiaramente quelle scoperte e a lui attribuibili), tra cui anche quella dello scorso anno al Credem di Avellino. Giovanissimi, abbandonati, che lo Stato e il Comune vuole tentare di recuperare dal disagio familiare. Chi vive a Mercogliano, ha sempre avuto dubbi sulla utilità di queste comunità educative, poiché corrisponde ad importare “giovanissimi delinquenti” e a rendere la vita mercoglianese maggiormente difficile. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i ragazzi sarebbero furtivamente evasi dalla struttura, per recarsi appositamente nei pressi dell’albergo e commettere la rapina. Prima si sarebbero soffermati nei pressi del vicino bar, sorseggiando un drink e osservando la zona, per poi passare all’azione. Mentre il 17enne era rimasto fuori a controllare la vicenda, facendo praticamente da palo, il 15enne, con lo scalda-collo alzato sul naso e la pistola in mano, avrebbe fatto irruzione nell’albergo, commettendo la rapina. I due, per dissimulare il tutto, sarebbero poi tornati autonomamente e a piedi nella vicina comunità, per giunta in orari diversi, in modo da non destare alcun sospetto. Rintracciati presso la medesima comunità educativa, i ragazzi sono stati trovati ancora con addosso i vestiti usati per commettere la rapina e, la successiva perquisizione condotta nella struttura ha consentito di recuperare lo scalda-collo usato nella rapina, la pistola usata per il colpo e denaro contante per 1400 euro in banconote di vario taglio. La pistola, per fortuna giocattolo, era una replica perfetta di quelle in uso alle forze di polizia, ma era stato eliminato il tappo rosso per farla sembrare vero. All’interno della stessa, è stato pure ritrovato un colpo, che il 15enne aveva tentato di esplodere ai danni del portiere di notte dell’albergo. Data la notizia degli eventi al pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica per i Minorenni di Napoli, i due ragazzi sono stati condotti presso il carcere minorile di Napoli – Nisida, dove dovranno permanere a disposizione di quell’autorità giudiziaria per il prosieguo delle attività processuali. Ma i carabinieri non hanno certo terminato le loro attività d’indagine, visto che la cartuccia rinvenuta questa notte all’interno della pistola giocattolo è identica a quelle esplose all’interno del Movieplex giovedì sera, nel corso della rapina commessa ai danni dell’iperstore HappyCasa, e anche l’ammontare del denaro rinvenuto corrisponde esattamente alla somma dei due incassi.
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